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Vieni a spasso per pensare

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Vieni a spasso per pensare

Con logica, vignette dell’illustratrice giapponese Yocci
Con logica, vignette dell’illustratrice giapponese Yocci

«Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare dai maestri». Dai retta a Bernardo di Chiaravalle: esci, vai a farti un giro, vai a spasso, A Spasso con Sofia, il festival di filosofia per bambini e famiglie, che si terrà a Milano sabato e domenica prossimi.

Giunto alla terza edizione e organizzato dai Ludosofici, A Spasso con Sofia è un festival «diffuso» perché attraversa e anima diversi luoghi della città, dai musei ai teatri, dai palazzi storici agli spazi verdi, con giochi, attività e laboratori all’insegna della creatività e della pensosità: sabato mattina, ad esempio, all’Orto Botanico di Brera, la naturalista Cristina Puricelli accompagnerà i bimbi (dai 4 agli 8 anni) alla scoperta di piante, erbe e fiori. L’Orto è quasi un museo a cielo aperto, di cose vive anziché morte, di «cose che esistono ma non hanno un nome e cose che non esistono ma hanno un nome»: qui potrai ammirare le lussureggianti collezioni di ortensie e di piante medicinali e i numerosissimi esemplari del genere Salvia.

Verso mezzogiorno ti conviene, invece, spostarti al Labirinto di Arnaldo Pomodoro, presso l’omonima Fondazione: lì, munito di mappa e disegni, imparerai anche tu a costruire un labirinto magico, dove perderti e ritrovarti. Questo gioco è consigliato ai piccoli dai 3 ai 6 anni; se sei più grandicello, invece, fai una sosta al chiostro “Nina Vinchi”, all’esterno del Piccolo Teatro Grassi, dove potrai partecipare a un curioso laboratorio ispirato all’Arlecchino servitore di due padroni. Il laboratorio si intitola Emozioni in maschera ed è condotto dall’illustratrice Noemi Vola, che ti insegnerà a guardare il mondo a rovescio... utilizzando le «maschere al rovescio».

Se hai tra i 6 e i 12 anni, nel pomeriggio ti aspetta un divertente corso di scrittura creativa, tenuto a Palazzo Marino da Marta Russo e Pasquale Cavorsi della rivista «Internazionale»: quante forme di scrittura esistono? Caratteri arabi, geroglifici, scrittura cuneiforme, moderna e poi ancora le font e i caratteri tipografici: giocandoci insieme scoprirai così che «pensare è già scrivere e scrivere è già pensare».

Alle Gallerie d’Italia ci sarà, a seguire, un evento speciale, dedicato esclusivamente alle mamme e alle loro figlie (fino ai 12 anni): si intitola Codici e Mistero ed è curato da Chiara Burberi. Protagoniste del gioco misterioso, tra indagine poliziesca e rompicapo logico, saranno famose matematiche del passato: Ipazia, Maria Gaetana, Marie-Sophie, Sonia, Emmy, Ada... Anche il luogo scelto è da brividi e misteri: il caveau del museo, dove sono custodite alcune delle sue opere più importanti. Toccherà a te svelare l’arcano...

Il secondo giorno di festival, domenica 14 maggio, si annuncia altrettanto divertente e pensoso: dalle 14 alle 18 alla Triennale e al vicino Teatro Continuo di Alberto Burri andrà in scena il gioco-spettacolo Vita nei boschi #2, per bambini di tutte le età e a ingresso gratuito. Lì potrai fantasticare e immaginare, insieme ai tuoi coetanei, una vita selvaggia e avventurosa su una piccola isola deserta. Cosa potrebbe succedere? Come costruirsi un rifugio, procacciarsi da mangiare, sopravvivere nella natura? Saprai sfruttare al meglio i pochi materiali a tua disposizione: rocce, legni, corde...?

A Spasso con Sofia si chiuderà così nel verde, al Parco Sempione di Milano, ma la rassegna prosegue idealmente lunedì 15 maggio con gli Stati Generali di Filosofia per Bambini, patrocinati dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Dalle 14.30 alle 18.30, presso le Gallerie d’Italia in piazza della Scala, ci sarà una tavola rotonda con filosofi, scienziati, pedagoghi e giornalisti per discutere dell’approccio filosofico nell’apprendimento e studio delle altre discipline. Si parlerà, insomma, di «come e perché creare un ecosistema che stimoli la curiosità dei bambini, affinché essi abbiano una visione critica e non stereotipata del mondo in cui vivono... Le domande infatti non crescono sugli alberi».

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