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«Scappa – Get Out», horror politico da non perdere

Cinema

«Scappa – Get Out», horror politico da non perdere

«Scappa – Get Out»
«Scappa – Get Out»

Un'opera prima da non perdere: dopo essere stato uno dei più importanti fenomeni al box office americano della stagione (circa 175 milioni di dollari guadagnati in patria a fronte di un budget di “soli” 4,5), «Scappa – Get Out» arriva nelle nostre sale ed è pronto a sorprendere anche in Italia.

Protagonista è Chris, un ragazzo di colore, che parte per un weekend insieme alla fidanzata Rose per conoscere i genitori di lei. Inizialmente legge il bizzarro comportamento della famiglia della fidanzata nei suoi confronti come un tentativo di nascondere il loro imbarazzo verso il rapporto interrazziale della figlia, ma molto presto Chris capirà che c'è sotto qualcosa di ben più misterioso.

Horror-thriller politico di notevole spessore, «Scappa – Get Out» è una sorta di «Indovina chi viene a cena?» aggiornato e inquietante, abile nel parlare di razzismo con una forza davvero impressionante e con metafore ben calibrate.

Coinvolgente e capace di trasmettere una tensione costante dall'inizio alla fine, è una pellicola che riesce anche a stemperare i passaggi più angoscianti con sottile ironia e con inserti che non si prendono troppo sul serio.

Verso la conclusione c'è qualche eccesso narrativo di troppo, ma gli spettatori sentiranno sulla propria pelle il clima di paranoia vissuto da Chris all'interno dell'ambiente domestico e scopriranno un regista che potrebbe fare tanta strada.

Visivamente ottime le sequenze dell'ipnosi e ben diretto un gruppo di attori in cui svetta Betty Gabriel nei panni della domestica Georgina.

Molto atteso è anche «Sette minuti dopo la mezzanotte» di Juan Antonio Bayona.

Al centro c'è il dodicenne Conor, vittima di bullismo a scuola e costretto a vivere con una nonna anaffettiva che non gli presta le dovute attenzioni. Il ragazzo trova sollievo dai mali del mondo reale attraverso il contatto con una creatura mostruosa che si manifesta, ogni sera, sette minuti dopo la mezzanotte.

Dopo il deludente film catastrofico «The Impossible», Bayona torna dietro la macchina da presa per un progetto più affascinante: si tratta di un racconto di formazione che vira nel fantasy, spesso prevedibile ma anche dotato di diversi passaggi suggestivi al punto giusto.

È una fiaba nera sulla crescita riuscita a metà, che parte forte salvo poi spegnersi gradualmente nella seconda parte a causa di alcune svolte narrative un po' banali e di un ritmo che funziona a fasi alterne.

Molto deludente è invece «The Dinner» di Oren Moverman con Richard Gere e Steve Coogan.

I due interpretano due fratelli che si ritrovano a cena con le rispettive mogli per discutere di un'importante questione: un crimine commesso dai loro figli adolescenti.

Ispirato al bel romanzo «La cena» di Herman Koch, il film è diviso in capitoli che rimandano alle varie portate che vengono servite al tavolo.

Nonostante le interessanti premesse, Moverman opta per uno stile sopra le righe e fatica a equilibrare al meglio i diversi passaggi temporali. Così, la narrazione si fa confusa e prolissa, e il risultato è decisamente inferiore rispetto ai precedenti lungometraggi del regista («Oltre le regole – The Messenger» e «Rampart», in primis).

Curiosità: dal romanzo di Herman Koch era già stato tratto il film italiano «I nostri ragazzi» di Ivano De Matteo.

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