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Raffaello, alla riscoperta del pittore «eccellente e grazioso»

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Raffaello, alla riscoperta del pittore «eccellente e grazioso»

LONDRA - L'Ashmolean Museum di Oxford possiede la più grande e importante raccolta di disegni di Raffaello al mondo: 80 opere di attribuzione certa, grazie al lascito del collezionista Sir Thomas Lawrence a metà dell'Ottocento. La mostra che apre questo fine settimana ne raccoglie 50, abbastanza per meritare un viaggio alla celebre cittadina universitaria – i disegni, fragili e sensibili alla luce, sono esibiti in pubblico molto di rado.

Il museo però ha ambizioni ben più ampie, e per rendere straordinaria la mostra ha raccolto 120 disegni di Raffaello, con prestiti dall'Albertina di Vienna, dove la mostra si trasferirà in autunno, dagli Uffizi, dal British Museum, dalla Royal Collection e da collezioni private. Il risultato è un'occasione letteralmente più unica che rara di ammirare da vicino i disegni dell'artista definito “eccellente e grazioso” da Giorgio Vasari.

Le ambizioni dell'Ashmolean vanno oltre la quantità e qualità di opere raccolte: la mostra intende infatti rivelare il “vero” Raffaello attraverso un approfondito studio dei disegni. Nel puntare i riflettori sui disegni di Raffaello come opere a sé stanti, non meri disegni preparatori per affreschi o quadri, la mostra invita anche a rivalutare e ripensare l'artista, spesso considerato preciso, controllato, quasi troppo perfetto nell'esecuzione.

L'incomparabile immediatezza dei disegni rivela un Raffaello meno noto, innovatore e sperimentale, più esuberante, avventuroso e spontaneo che nei quadri, pieno di inventiva e di ispirazione. Disegnare per lui era un modo per riflettere, provare, sperimentare per poi creare.

«La verità è che Raffaello non era solo pragmatico, ma disegnava anche per piacere e per diletto, - spiega Angelamaria Aceto, storica dell'arte italiana che lavora all'Ashmolean e ha collaborato alla realizzazione della mostra. – C'è molta improvvisazione e passione, perfino una frenesia creativa nei suoi disegni. Le sue idee prendono forma sotto i nostri occhi».

Un disegno in particolare mette in evidenza questo doppio aspetto di Raffaello: da un lato della carta lo studio di un nudo maschile seduto, perfettamente realizzato, finito e sofisticato. Dall'altro lato una serie di schizzi spontanei e frenetici di figure diverse, evidentemente realizzati in rapida sequenza e, per dirla con Aceto, con un “approccio quasi cinematografico”. È uno squarcio sul processo creativo dell'artista.

La mostra è organizzata in ordine cronologico e inizia con il ritratto di fanciullo del 1500, quasi certamente un autoritratto eseguito quando Raffaello aveva 17 anni ed era stato appena nominato Maestro per la sua abilità, procede con i suoi anni fiorentini e si conclude con gli anni romani di lavoro in Vaticano.

I disegni spaziano l'intera vasta gamma dell'opera di Raffaello, dalla tenerezza pensosa delle sue Madonne con bambino – uno dei suoi soggetti preferiti – alla scultorea tridimensionalità dei suoi nudi maschili, ispirati da Michelangelo; dall'espressività e profondità psicologica dei volti, imparata da Leonardo alla cura nella composizione quasi scenografica di opere come la Strage degli Innocenti ai maestosi drappeggi realizzati con incomparabile maestria e padronanza della tecnica.

Il museo ha convinto l'anonimo collezionista americano che nel 2009 aveva acquistato da Christie's la Testa di Musa per 30 milioni di sterline, battendo ogni record per un disegno, a prestarlo alla mostra. Dall'Albertina proviene invece il disegno di due nudi maschili che Raffaello nel 1514 aveva inviato in regalo a Albrecht Durer per “mostrargli la sua mano”.

Un altro disegno considerato dagli storici dell'arte uno dei migliori al mondo è lo studio delle teste e mani di due apostoli, uno giovane e uno anziano, realizzato da Raffaello nel 1520, poche settimane prima della sua scomparsa prematura. Dimostra l'abilità artistica e tecnica che aveva raggiunto, e fa pensare a cosa questo genio “eccellente e grazioso” avrebbe potuto ancora realizzare se non fosse morto a 37 anni.

Raphael: The Drawings
1 giugno – 3 settembre 2017
Ashmolean Museum, Oxford

www.ashmus.ox.ac.uk

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