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Al British Museum l’onda lunga dell'arte giapponese

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Al British Museum l’onda lunga dell'arte giapponese

LONDRA - Katsushika Hokusai potrebbe non essere un nome familiare per chi non conosce l'arte giapponese, ma la sua opera più celebre – la “Grande onda” – è una di quelle immagini che tutti riconoscono. Faceva parte del capolavoro dell'artista, una serie di 36 viste del monte Fuji realizzate tra il 1831 e il 1833, quando aveva oltre 70 anni. Il luogo sacro ai buddisti è visto da ogni angolo, in ogni luce e in diverse stagioni.

La stampa originale della Grande Onda fa ora parte di una mostra che il British Museum dedica a Hokusai, dall'eloquente titolo “Beyond the Great Wave”: la raccolta di 110 opere vuole appunto andare oltre l'immagine più celebre e dimostrare la grandezza dell'artista giapponese.

La mostra si concentra sugli ultimi decenni della vita di Hokusai, seguendo le indicazioni dello stesso artista, che era convinto di non avere realizzato nulla di meritevole fino all'età di 70 anni e di avere fatto notevoli progressi intorno agli ottant'anni. Non solo: era certo di migliorare con ogni anno che passava, e infatti scrisse: “Fatemi vivere fino a cento anni e allora sarò il migliore!”. La sua speranza di raggiungere il traguardo del secolo fu vana: morì a 89 anni, attivo fino all'ultimo giorno.

Hokusai lavorava a Edo, l'attuale Tokyo, come incisore e ha avuto una lunga e variegata carriera che lo ha visto spaziare da squisite riproduzioni di fiori a terrificanti immagini di demoni e fantasmi, da eleganti ritratti di donna a delicati quadri di uccelli. È particolarmente celebrato però per le sue serie di paesaggi – oltre al monte Fuji la serie dedicata ai 50 più bei ponti giapponesi e quella dedicata alle cascate.

Era profondamente radicato nella tradizione giapponese, e orgoglioso di esserlo, ma era anche aperto alle innovazioni occidentali. Introdusse ad esempio la prospettiva nei suoi quadri, invece delle immagini a strati tipiche dell'epoca. E utilizzò il blu di Prussia, colore sintetico da poco inventato in Germania e del tutto nuovo in Giappone, con effetti meravigliosi che si possono vedere nella “Grande onda” e in altre opere, nelle gradazioni di blu del mare e del cielo.

Il blu enfatizza la profondità e la forza della grande onda vorticosa che sta per travolgere le barche dei pescatori. Il monte Fuji è sullo sfondo, testimone solenne di questa lotta impari tra una natura colossale e potente e l'insignificante, minuscolo ma eroico uomo. Vincent Van Gogh, descrivendo l'immagine da lui tanto ammirata al fratello Theo, scrisse che “quelle onde sono come artigli che afferrano la barca, li puoi sentire.”

Le stampe di Hokusai, arrivate a Parigi, ebbero un effetto travolgente sugli impressionisti, affascinati dal suo uso del colore, dall'attenzione alla natura, dall'osservazione delle variazioni di luce sullo stesso paesaggio in diverse stagioni o ore del giorno. Van Gogh scrisse che tutto quello che aveva creato era stato influenzato dall'arte giapponese. Hokusai, che aveva preso elementi dell'arte occidentale integrandoli nella sua arte profondamente giapponese, diventò la grande ispirazione degli artisti occidentali.
Hokusai: beyond the Great Wave

Fino al 13 agosto 2017
British Museum, Londra
www.britishmuseum.org

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