Domenica

«Otello è la perfezione dell’opera»

intervista

«Otello è la perfezione dell’opera»

Jonas Kaufmann
Jonas Kaufmann

LONDRA - Per gli amanti dell’opera, e in particolare dell’opera italiana, è stato un momento imperdibile. Jonas Kaufmann, il tenore più celebrato del mondo, ha appena fatto il suo debutto nel ruolo di Otello, considerato un vero e proprio banco di prova. Il dramma di Giuseppe Verdi, ispirato dalla tragedia di William Shakespeare, era la produzione più attesa della stagione alla Royal Opera House di Londra, con la direzione di Antonio Pappano e la regia di Keith Warner.

«Mi hanno offerto la parte di Otello molte volte, ma ho sempre detto di no, - spiega Kaufmann durante una pausa delle prove a Covent Garden. – Ci vuole molta esperienza per affrontare il ruolo. Non solo per gli aspetti tecnici e la forza di voce necessaria ma per la capacità di perdersi nel personaggio e nella sua follìa. È come buttarsi giù da una cascata: nonostante i miei anni di esperienza mi sento travolto, alla fine mi trovo senza fiato».

Kaufmann ha scelto Londra perché si sente di casa alla Royal Opera House, racconta, e perché si trova in perfetta sintonia artistica con Pappano. Il tenore tedesco spiega di avere ovviamente studiato le grandi interpretazioni del passato, come quelle di Jon Vickers e di Placido Domingo, ma senza esserne influenzato perché «alla fine sarebbe un errore copiare quello che è stato fatto prima. Ho aspettato fino a questo momento proprio per sentirmi in grado di dare la mia personale interpretazione di Otello, sia come tenore che come attore».

Kaufmann si paragona a «un cavallo che finalmente viene fatto uscire dalla stalla e può correre liberamente. Dopo tanta preparazione e studio, appena si alza il sipario la musica ti piomba in un turbinìo di emozioni intense. Otello è la perfezione dell’opera, crea un’elettricità nell’aria fin dal primo momento e unisce musica sublime ed emozione pura».

I critici hanno lodato l’interpretazione di Kaufmann in questo intenso dramma psicologico, dichiarando che «il suo Otello è già entrato nella storia e fa parte della grande tradizione operatica». Il tenore tedesco ha trionfalmente raggiunto «il picco della montagna per un tenore, sia per estensione vocale che per espressività nella recitazione», scrive un altro. «Tecnicamente perfetto, musicalmente sensibile, interamente credibile», afferma un’altra recensione. La sua commovente Desdemona, il soprano italiano Maria Agresta, è stata definita «un meraviglioso usignolo.»

I biglietti per Otello sono “sold out” da lungo tempo, ma gli appassionati di musica possono vedere l’opera mercoledi 28 giugno in diretta dal palcoscenico londinese in oltre 1.500 schermi cinematografici in tutto il mondo.

Kaufmann spiega che la diretta cinematografica è una ulteriore sfida per lui: «Quando sono sul palcoscenico so di dover proiettare non solo la voce ma anche le tormentate emozioni del personaggio fino all’ultima fila del loggione, ma al tempo stesso rendere bene per il primo piano della cinepresa che richiede uno stile diverso di recitazione». Una sfida che lo entusiasma, continua, «perché ogni volta che sono in scena cerco comunque di entrare nel personaggio come in un guanto, di diventare quella persona. Nel caso di Otello, trovo perfetta la definizione di von Karajan che aveva parlato di estasi controllata».

Otello verrà trasmesso in diretta via satellite anche in Italia in circa cento sale su tutto il territorio il 28 giugno.

Per informazioni http://www.nexodigital.it/the-royal-opera-otello/

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