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Fare impresa a Napoli: una storia lunga 100 anni

palazzo partanna

Fare impresa a Napoli: una storia lunga 100 anni


L’ Istrumento di censuazione relativo ad una casa palaziata del Casale di Casavatore (1828): prima localizzazione della Iavarone Industria Legnami; l’atto di acquisto del suolo per l’edificazione della prima fabbrica di cioccolato di Gay-Odin (31 agosto 1857). Sono alcuni dei più antichi documenti, tra quelli messi a disposizione dalle imprese associate, che in questi giorni sono esposti nelle sale di Palazzo Partanna, sede dell’Unione industriali Napoli.

C’è anche l’atto costitutivo della “Compagnia napoletana di Illuminazione e Scaldamento col Gas” del 18 ottobre 1862; un documento contabile delle Officine Grafiche Francesco Giannini & figli, relativo alla fornitura di materiale per uso della scuola interna al Conservatorio di Santa Maria del Presidio alla Pignasecca (6 settembre 1869). E poi, i libri giornale, i copialettere, i listini e i cataloghi della ditta Ciro Mensitieri (1915-1930 circa). Singolare la certificazione con sigillo notarile relativa all’Atto costitutivo della Ben Vautier (Londra, 7 gennaio 1927).

È un grande patrimonio, insomma, quello raccolto ed esposto nell’ambito della Mostra promossa, in collaborazione con la Fondazione Banco Napoli, a chiusura del programma per la celebrazione del centenario. L’organizzazione di rappresentanza degli industriali partenopei venne infatti fondata il 27 luglio 1917 con la denominazione di Unione regionale industriale.

L’esposizione, ripercorrendo le tappe salienti della storia dell’Associazione, consente allo stesso tempo incursioni in quella dell’industria napoletana. Alle fonti documentarie dell’Unione si affiancano quelle conservate presso il fondo Giuseppe Cenzato dell’Archivio storico Enel. Fu Giuseppe Cenzato, storico presidente dell’Unione oltre che direttore prima, amministratore delegato poi della Sme, che localizzò presso la Società Meridionale Elettricità la documentazione relativa all’Unione. Trattandosi, peraltro, di testimonianze di estremo interesse di un ampio arco cronologico, dal 1917 al 1960 circa, l’Unione le ha recentemente acquisite al suo archivio in copia digitale.

Ma c’è anche altro nella rassegna che rimarrà aperta fino 13 luglio: i documenti dell’Associazione Costruttori Edili Napoletani (nata con la denominazione di Associazione Nazionale Costruttori Italiani il 18 agosto 1945) e quelli dell'Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali (costituita il 20 dicembre 1943).

Ma le testimonianze che a quanto sembra incuriosiscono particolarmente il pubblico sono gli oltre cento documenti resi disponibili dalle imprese associate, alcune delle quali hanno per la prima volta aperto alla consultazione archivi storici strutturati. I primi velivoli Tecnam, la gamma di imballaggi per gelato e altri alimenti di Seda. Sono rappresentati i lavori per l’impianto di illuminazione del Teatro San Carlo di Napoli curati dalla Sme; i lavori al Complesso Industriale Farmaceutico Ciba Geigy (oggi Novartis) di Torre Annunziata.

Insomma, scritti, pubblici e privati, foto, disegni, frutto della ricerca svolta presso l’Archivio Centrale dello Stato, l’Archivio di Stato di Napoli, l’Archivio storico della Confindustria, la Fondazione Banco di Napoli, l’Archivio storico Enel, l’Archivio storico della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Napoli, l’Archivio fotografico Parisio, l'Archivio dell'Istituto Luce e presso gli uffici delle singole imprese – raccontano una storia dell’industria napoletana che ha origini antiche e momenti di grande successo intervallati ciclicamente a crisi, guerre e trasformazioni.

Sono numerosi i contributi offerti: tra gli altri anche da Pastificio Lucio Garofalo, Officine Grafiche Francesco Giannini & Figli (società fondata nel 1856); dalla Pacifico Costruzioni (fondata alla metà del XIX secolo); dalla Napoletanagas (che trova origini nella “Compagnia napoletana di Illuminazione e Scaldamento col Gas” costituita il 18 ottobre 1862); Gay-Odin (che inizia l’attività a fine XIX secolo); Eugenio Marinella, le società del Gruppo Mensitieri; la Società Telecomunicazioni Integrate - in origine Società Telefoni Interni, Isaia & Isaia, Ben Vautier Metalmeccanica, Avio Aero, Coelmo. E ancora, Getra, Brancaccio Costruzioni, Albergo della Regina Isabella, Cantieri Navali di Castellammare di Stabia – Fincantieri, Coral Orafa Mediterranea, Enel Spa . E altre.

Il percorso istituzionale propone invece: copie di statuti, verbali di sedute consiliari, relazioni sullo stato dell'industria napoletana. Per la prima volta una così ricca rassegna di fonti primarie svela una storia per molti aspetti inedita.

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