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Magister Ioctus, che spettacolo!

Arte

Magister Ioctus, che spettacolo!

Invenzioni e innovazioni hanno giovato moltissimo a tutte le discipline del sapere, storia dell’arte compresa. Questa materia è decollata proprio grazie all’invenzione della fotografia, ha fatto progressi con l’arrivo della luce elettrica (che ha permesso di vedere le opere adeguatamente illuminate), ed è avanzata ancora quando si è potuti penetrare nei segreti dei manufatti attraverso le indagini radiografiche. Sul fronte della divulgazione - oltre a libri e a riproduzioni di vario tipo - un grande impulso lo hanno offerto cinema e televisione. E negli ultimi decenni è arrivato lo tsunami dell’informatica.

I linguaggi informatici e multimediali sono stati di grandissima utilità su vari fronti. Il fronte della ricerca, con la creazione di banche dati accessibili a tutti e contenenti informazioni e immagini sulle opere d’arte. Il fronte della visione, con la possibilità di ingrandire a dismisura le immagini evidenziando dettagli non percepibili a occhio nudo. Il fronte della divulgazione, che trova nei mezzi informatici potenzialità enormi, non solo per far conoscere le opere d’arte al grande pubblico ma per permettergli letteralmente di entrarci “dentro”, attraverso ingrandimenti, “navigazioni” ed effetti speciali che puntano direttamente al cuore delle emozioni.

Questo modo di divulgare l’arte si sta oggi notevolmente affermando attraverso nuovi format che vanno sotto il nome cumulativo di Experience. Una delle più coinvolgenti è quella allestita fino al 5 novembre nella Scuola Grande della Misericordia di Venezia dedicata a Giotto di Bondone. Questo format si distingue perché chi vi partecipa non esce solo ricco di suggestioni ed emozioni ma esce ricco di informazioni (e con la voglia di andare a vedere gli originali in loco).

Magister Giotto è un format realizzato dalla società Cose Belle d’Italia Media Entertainment, con la direzione artistica del regista Luca Mazzieri, l’apporto dell’architetto Alessandra Costantini e il supporto di un comitato scientifico composto da storici dell’arte (Alessandro Tomei, Serena Romano, Stefania Paone), filologi classici (Giuliano Pisani) e astronomi (Cesare Barbieri).

La trama del racconto l’hanno scritta loro. Il visitatore entra nel vasto atrio della Scuola Grande della Misericordia (d’impronta sansoviniana) e viene inizialmente attratto dalla riproduzione di un colossale crocefisso giottesco visto dal retro. Indossa le cuffie e viene invitato a salire al piano superiore. Qui inizia l’avventura. Con la voce narrante di Luca Zingaretti (il popolare commissario Montalbano) e le musiche originali di Paolo Fresu, Magister Ioctus ci viene presentato in nove tappe. Nella prima si spiega perché Giotto fu così innovativo: voce narrante e colossali ingrandimenti ci fanno capire che il maestro puntò alla verità delle cose e alla profondità dei sentimenti. La seconda tappa è una visita agli affreschi di Assisi, la terza ci offre un volo d’uccello sui luoghi d’Italia che videro presente e operante l’artista (Assisi, Rimini, Padova, Bologna, Roma, Napoli, Milano e Firenze). Nella quarta sezione assistiamo a un’experience impossibile nella realtà: vediamo riprodotti, accostati, ingranditi e spiegati tutti i Crocefissi concepiti da Giotto. La voce suadente di Luca Zingaretti ci invita poi a scoprire le celebri “leggende” giottesche (la storia della pecora dipinta sul sasso e quella dell’«O» perfetta tracciata a mano libera) e successivamente ci porta a cercare Giotto nella sua Firenze (la pianta della città è sotto i nostri piedi, sul pavimento). Si approda quindi a Padova, dentro la Cappella degli Scrovegni, e se ne esce con tutte le informazioni utili per andare a visitarla in situ.

Ma il vero colpo di scena è alla fine. Un film ci mostra come l’Agenzia Spaziale Europea organizzò nel 1986 una missione spaziale (detta Missione Giotto) per andare a fotografare da vicino (a soli 600 chilometri!) la cometa di Halley, la stessa che Giotto vide nei cieli di Padova e dipinse nella Cappella degli Scrovegni, nella scena dell’Adorazione dei Magi. Un finale inatteso, davvero emozionante.

Dopo Venezia, Magister Giotto andrà in Giappone (2018), mentre già si lavora ad altri format su Canova e su Raffaello. Prepariamoci a nuove emozioni.

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