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«Prima di domani», un cupo dramma per adolescenti

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«Prima di domani», un cupo dramma per adolescenti

«Ricomincio da capo» in salsa drammatica: potrebbe riassumersi così «Prima di domani» di Ry Russo-Young, uno dei titoli più attesi del weekend in sala che ricorda nella trama il cult di Harold Ramis del 1993 con Bill Murray.

Se quest'ultimo riviveva in eterno una giornata piuttosto banale (il “Giorno della Marmotta”), alla giovane protagonista di «Prima di domani» tocca un destino ben più avverso: rivivere all'infinito le ultime 24 ore della sua esistenza.
Tratto dal romanzo omonimo di Lauren Oliver, «Prima di domani» utilizza il pretesto del loop temporale per proporre alcune riflessioni sul senso della vita. Sam, interpretata da Zoey Deutch, è una ragazza che non apprezza la bellezza dello stare al mondo e, quasi come fosse una legge del contrappasso, deve costantemente ritrovarsi di fronte alla morte.

La morale alla base dell'operazione è piuttosto banale, anche se alcuni spunti sul capire cosa sia importante nella vita e sul godersi al meglio il presente possono dare adito a riflessioni di un certo spessore.

Peccato che la scrittura sia complessivamente grossolana e non manchi qualche passaggio melenso di troppo, che intacca non poco il risultato finale. Anche la conclusione non è un granché e lascia la sensazione di un prodotto troppo convenzionale, a tratti emozionante ma poco coraggioso e incapace di interessare fasce di spettatori che vadano al di là degli adolescenti a cui si rivolge esplicitamente.

La regista Ry Russo-Young, arrivata al suo terzo lungometraggio, ha ancora molto da imparare su come gestire i tempi di una pellicola e anche la protagonista Zoey Deutch (vista recentemente in «Proprio lui?», accanto a Bryan Cranston e James Franco) deve ancora dimostrarsi un'attrice degna di nota.
Non fa molto di meglio «CHiPs», film diretto e interpretato da Dax Shepard che si ispira all'omonima serie televisiva andata in onda dal 1977 al 1983.

Al centro ci sono due agenti di Los Angeles che, nonostante siano molto diversi l'uno dall'altro, dovranno sforzarsi di fare squadra per dare vita a una collaborazione vincente.

Classico esempio di buddy-movie, «CHiPs» è un'operazione fortemente voluta da Shepard (anche sceneggiatore oltre che regista e attore co-protagonista) che ha scelto di riprendere la formula del prodotto televisivo.
Nonostante gli sforzi e l'onestà dell'operazione, però, c'è poco da ricordare in questo lungometraggio particolarmente fragile e non sempre capace di intrattenere come dovrebbe.

Qualche sorriso può scappare, ma sono gli sbadigli a prevalere e anche i nostalgici della serie tv molto difficilmente rimarranno soddisfatti.

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