Domenica

Un ponte umani-alieni

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Un ponte umani-alieni

Nasce da una prolifica ossessione linguistica l’idea di un dizionario che metta in comunicazione umani e alieni. Una creazione dispersiva eppure «in grado di fornire un ponte fra umani e non, fossero questi antropoidi o venusiani» e che si compone dilatando e liberando la semantica da costrizioni metriche e temporali, e che abbisogna perciò di una narrazione allucinata e baluginante, solo a prima vista incongrua, fatta di enunciati che come frattali si pongono e ricompongono, si inseguono e si inabissano in un viavai composito e quindi organico. Perché Medusa, libro d’esordio di Luca Bernardi, per i tipi di Tunuè, è un romanzo atipico nel panorama dei giovani scrittori italiani, che trova nel giustapporsi fluviale dei discorsi diretti l’irrazionalità necessaria a un narratore – intradiegetico- evidentemente turbato da una patologia schizoide.

Giovanissimo e annoiato, il protagonista vaga per feste in ville dalla costa tirrenica a quella adriatica, prima al seguito di genitori insulsi e ricchi zii debitamente irrisi, e poi in compagnia di amici “bimbiminkia” all’inseguimento di fanciulle vacue, sempre con il proposito di portare a compimento la pubblicazione del suo magnifico dizionario. «Sognavo l’antivocabolario» anche se «non tutti abbiamo per le altrui psicosi la fiducia da chioccia che riserviamo alle nostre».

Alto e basso si mescolano attraverso l’uso di una lingua a tratti financo lirica e resa densa dall’abbondanza di elencazioni e onomatopee, in cui fluiscono senza requie dotte citazioni latine e fraseggio adolescenziale da ragazzi del muretto. Il tutto parodisticamente strizzando l’occhio al comune dettato più giovanilistico, mentre un’aura di costante mistero si dipana nel racconto sovraeccitato che ha per sfondo alcune morti sospette. Una bambina è stata spinta in una scarpata, un bambino è rinvenuto annegato. «La mia morte è una bambina bionda. In Liguria il primo giorno giocavo a ping pong con il mentecatto, tic toc tic toc, e all’improvviso una bambina è sbocciata da sopra gli scoobydoo da rivendere a chi fosse stato tanto incauto da incrociare il suo sguardo».

In Medusa non ci sono risposte o soluzioni facili, dalla lingua alla struttura-destrutturata del racconto tutto è complesso, e quindi intrigante. La sottesa lettura di Pasto Nudo ha prodotto i suoi effetti sullo stile composito di questo giovane autore che, anche se talvolta troppo concede all’autocompiacimento, appare fin dalla prima prova molto ben avviato. Da ultimo una suggestione: sia un maggiore equilibrio il metro più urgente per il futuro.
Luca Bernardi, Medusa, Tunué, Latina, pagg. 134, € 12

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