Domenica

Un sorprendente gioco di specchi: cosa sappiamo di noi stessi?

grotta smeraldo, l’esordio di barbara bigagli

Un sorprendente gioco di specchi: cosa sappiamo di noi stessi?

Ho cominciato a leggere «Grotta Smeraldo» nelle peggiori delle circostanze. Cioè al termine di una giornata di quelle che ti pare che ogni ora sia un’arrampicata sempre più ardua a mani e piedi nudi. Ho cominciato per caso, stanca: il libro era lì sulla mia scrivania, erano quasi le undici di sera e io contavo i minuti per chiuderla lì, quella giornata. Ho cominciato e senza guardare più l’orologio mi sono ritrovata a pagina 50. Ho interrotto, a malincuore. Tutti i lettori conoscono questa sensazione, quello strappetto doloroso che ti tira via dalla pagina. Ecco, «Grotta Smeraldo» di Barbara Bigagli (pubblicato da Giraldieditore) è un libro che fa questo effetto. Non è una lettura rassicurante (la ricostruzione di un mistero non lo è mai) ma ha un magnetismo rassicurante.

La trama: c’è una donna, Anna, che fa la biologa e ha due figli. Una vita affaticata, complicata, un matrimonio, una figlia, un nuovo compagno, un secondo figlio. Due maternità a distanza di anni. La fatica, resa ancora più gravosa da un trauma. Insomma: la vita. Ma nel passato di Anna c’è un incidente, anzi un misterioso incidente in mare di cui lei non ricorda nulla, ma la cui memoria inconscia comincia ad ossessionarla come la consapevolezza che le persone che la circondano, parenti e amici, le stanno nascondendo qualcosa. La stanno forse proteggendo?

L’incidente di Anna è avvenuto in mare, lei non ricorda nulla ma dal mare è attratta senza alcuna possibilità di resistenza. Decide allora di tornare alla sua barca a vela, la Chimera, dove ora vive Bernardo, un anziano skipper. Un rapporto bislacco il loro, strano, inconsueto, quasi patologico, sicuramente misterioso.

A questo punto l’intuizione: tutto potrà risolversi solo tornando a navigare. I due, assieme a un’altra amica malata di cancro, conosciuta sul lavoro, salpano, ma una violenta tempesta quasi li uccide. Un nuovo incidente tanto simile al primo, tale da riportare Anna finalmente a se stessa. Comincia un’opera di ricostruzione in cui la donna scopre quanto lontana fosse dalla verità, o meglio dalla realtà della sua vita.

E qui il libro diventa potenza, una potenza interessante in un’opera prima. Il testo è infatti romanzo d’esordio di un’autrice toscana di Prato. Come interessante è la tessitura della scrittura, riuscita pienamente soprattutto nelle parti in forma di diario. Una lingua asciutta, pulita in modo estremo e, per questo, capace di trovare spazi poetici.

Barbara Bigagli
«Grotta Smeraldo»
Giraldieditore
Euro 11
pp. 254

© Riproduzione riservata