Domenica

Addio a Jeanne Moreau, volto sensuale della Nouvelle Vague

L’attrice mancata a 89 anni

Addio a Jeanne Moreau, volto sensuale della Nouvelle Vague

Si spenta all’et di 89 anni Jeanne Moreau, straordinaria attrice francese che ha fatto la storia del cinema transalpino.
Nata a Parigi il 23 gennaio del 1928, figlia di un ristoratore francese e di una ballerina inglese, inizia molto presto a frequentare corsi di teatro ed entra giovanissima al Conservatorio di Parigi. Il primo ruolo sul grande schermo arriva nel 1949 (anno in cui si sposa con il regista Jean-Louis Richard, ma i due divorzieranno gi nel 1951) con il misconosciuto Dernier amour, ma sar il 1954 la stagione dei suoi primi lavori di rilievo per il cinema: nel bellissimo Grisb di Jean Becker e protagonista de La regina Margot di Jean Dreville.
Quattro anni dopo due pellicole di Louis Malle la renderanno una delle interpreti pi importanti del rinnovamento che il cinema francese stava subendo alla fine degli anni Cinquanta: Les amants e, soprattutto, Ascensore per il patibolo sono i titoli della consacrazione di un’attrice dal volto elegante e dalle movenze raffinate, capace di interpretare con grande profondit anche i ruoli pi complessi.

Il volto sensuale della Nouvelle Vague
Divenne presto una delle attrici predilette dagli autori della Nouvelle Vague: Franois Truffaut, dopo averle regalato un cameo ne I 400 colpi (1959), la sceglie per due cult assoluti come Jules et Jim (1962) e La sposa in nero (1966). Avr anche un piccolo ruolo ne La donna donna di Godard (1961) e torner a lavorare con Malle in Fuoco fatuo (1963) e Viva Maria (1965).

Gi in questi anni, per, viene molto apprezzata anche fuori dai confini francesi e verr diretta da autori del calibro di Michelangelo Antonioni ne La notte (1961), Joseph Losey in Eva (1962) e Luis Buuel ne Il diario di una cameriera (1964). Una menzione a parte per Orson Welles, grande autore con cui condivide una bella amicizia e con il quale lavora in titoli del calibro di Il processo (1962), Falstaff (1965) e Storia immortale (1968).

Gli amori con Richardson e Friedkin
Tra le sue relazioni sentimentali pi celebri ci sono quelle con il regista Tony Richardson (con il quale gira due lungometraggi sul finire degli anni Sessanta) e il matrimonio con William Friedkin, regista de L’esorcista, con cui rimane sposata dal 1977 al 1981. Negli anni Settanta inizia ad allentare il ritmo di lavoro e tenta anche la strada della regia senza grande fortuna (Storia di un’amicizia tra donne del 1976 e L’adolescente del 1979), ma si ricorda in questo decennio il suo ruolo ne Gli ultimi fuochi (1976) di Elia Kazan, mentre Losey la vuole ancora accanto a s per Mr. Klein (1976) e La truite (1982).

Viene in seguito chiamata da due dei principali autori del Nuovo Cinema Tedesco, Rainer Werner Fassbinder (Querelle de brest del 1982) e Wim Wenders (Fino alla fine del mondo del 1991, ma anche Al di l delle nuvole, co-firmato da Wenders e Antonioni), e da autori del calibro di Luc Besson (Nikita del 1991) o Theodoros Angelopoulos (Il passo sospeso della cicogna sempre del 1991). Nel nuovo millennio, nonostante gli anni passino, regala una magnifica e commovente interpretazione nell’altrettanto magnifico Il tempo che resta di Franois Ozon (2005), oltre a Visage (2009) del maestro taiwanese Tsai Ming-liang. L’ultima pellicola in cui la ricordiamo, per, Gebo e l’ombra (2012), in cui recita accanto a un altro mostro sacro come Claudia Cardinale, diretta dal grande regista portoghese Manoel de Oliveira che, all’epoca, aveva 104 anni.

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