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Locarno parte con «Demain et tous les autres jours», dialogo tra…

settantesimo festival del cinema

Locarno parte con «Demain et tous les autres jours», dialogo tra una bambina e il suo uccellino

Buona la prima al Festival di Locarno 2017: convince ed emoziona «Demain et tous les autres jours», film francese che ha aperto la kemesse svizzera. Diretta e interpretata dalla regista-attrice parigina Noémie Lvovsky, la pellicola ha per protagonista la giovanissima Mathilde, una bambina come tante che si ritrova costretta ad affrontare la separazione dei genitori.

Mathilde vive con la madre, una donna che tutti considerano pazza ma che per lei, nonostante non sia in grado di accudirla come dovrebbe, è l’unico modello di riferimento: quando la mamma le regala una gabbietta contenente un piccolo gufo, l’esistenza di Mathilde sembra improvvisamente migliorare. Presentato all’interno della magica cornice della piazza Grande, «Demain et tous les autres jours» è un lungometraggio che parte in maniera piuttosto didascalica per poi crescere fortemente col passare dei minuti, tanto per la qualità della sceneggiatura quanto sul versante emotivo.

Una metafora dell’assenza del padre
I dialoghi si fanno man mano più intensi e credibili e, soprattutto, il rapporto tra Mathilde e il suo uccellino è in grado di regalare più di uno spunto: si tratta piuttosto esplicitamente di una metafora dell’assenza della figura paterna, che la bambina riesce in qualche modo a compensare parlando e facendosi consigliare dal suo nuovo animale domestico. Alcuni passaggi visivi dai tocchi onirici possono apparire a prima vista un po’ forzati, ma contribuiscono a lungo andare all’originalità di una pellicola che raggiunge il suo apice proprio nella parte conclusiva.

Danzando sotto la pioggia
Particolarmente toccante la danza tra madre e figlia sotto la pioggia, così come gli ultimi dialoghi che ascoltiamo prima dello scorrere dei titoli di coda. Noémie Lvovsky (che in passato ha diretto film non troppi noti come «I sentimenti» e «Camille redouble») gioca efficacemente tra diversi registri e il risultato è un’opera più toccante e incisiva dei suoi lungometraggi precedenti: è tangibile che «Demain et tous les autres jours» sia un lavoro molto personale e voluto dall’autrice, che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Florence Seyvos.

La regista interpreta inoltre la madre di Mathilde, mentre il padre ha il volto di Mathieu Amalric, attore transalpino considerato tra i più bravi della sua generazione. Una menzione speciale, però, va alla piccola Luce Rodriguez, semplicemente perfetta nel ruolo (tutt’altro che semplice) della giovane protagonista.

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