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Weekend di terrore con il ritorno della bambola «Annabelle»

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Weekend di terrore con il ritorno della bambola «Annabelle»

«Annabelle 2: Creation»
«Annabelle 2: Creation»

L’horror, si sa, è uno dei generi per eccellenza dell’estate al cinema. Questo primo weekend d’agosto non fa eccezione e il titolo più atteso del fine settimana in sala è «Annabelle 2: Creation».
Prequel di «Annabelle» del 2014 di John R. Leonetti, il film riprende il personaggio dell’inquietante bambola posseduta, che aveva fatto la sua prima comparsa sul grande schermo ne «L’evocazione – The Conjuring» (2013) di James Wan. Al centro della vicenda di questo nuovo capitolo c’è un gruppo di orfanelle che, dopo la distruzione dell’edificio dove vivevano, viene accolto nell’imponente abitazione di un costruttore di bambole e di sua moglie. Qui scopriranno un terribile mistero collegato alla morte della giovane figlia dei due proprietari della casa. Alla regia non c’è più Leonetti, ma David F. Sandberg e il cambio dietro la macchina da presa ha sicuramente giovato al franchise: Sandberg, che si era fatto notare per il discreto horror «Lights Out – Terrore nel buio» del 2016, ha mano più elegante del suo predecessore, riesce a giocare efficacemente con la luce e le ombre e costruisce un lungometraggio capace di fare piuttosto bene il suo dovere.

Il meglio è all’inizio
Come nella stragrande maggioranza dei film del genere («Lights Out», compreso), i momenti migliori sono in una prima parte suggestiva e misteriosa al punto giusto, mentre nella seconda alcuni eccessi stilistici e diverse svolte narrative poco originali abbassano il livello complessivo.

Resta, a ogni modo, un lungometraggio horror superiore alla media dei film del genere degli ultimi anni e gli appassionati faranno bene a non perderlo. Di bambole malefiche al cinema se ne sono viste tante (si pensi a Chucky, in primis), ma Annabelle merita certamente un posto di rilievo tra le più inquietanti di sempre.

Un po’ di «Angoscia» estiva
Altro titolo in uscita questa settimana tendente all’horror è «Angoscia» di Sonny Mallhi. Protagonista è Tess, un’adolescente che soffre da diversi anni di pesanti disturbi mentali. Ora che, assieme alla madre, si è appena trasferita in una cittadina dove tempo prima è morta una sua coetanea, la sua patologia diventa sempre più preoccupante. Opera di esordio che ha fatto le sue prime comparse sul grande schermo in alcuni festival del 2015, «Angoscia» è un film che non punta su grandi effetti speciali o facili spaventi, ma su un’atmosfera sottile e statica per provare a colpire il pubblico di riferimento.

Peccato che la pellicola fatichi davvero troppo a carburare e manchino dei veri motivi d’interesse all’interno di una sceneggiatura (scritta dallo stesso regista) che sa molto di già visto e non riesce mai a risultare affascinante o, quantomeno, personale.

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