Domenica

A Locarno emoziona «Lucky» con Harry Dean Stanton e David Lynch

settantesimo festival del cinema

A Locarno emoziona «Lucky» con Harry Dean Stanton e David Lynch

Un'altra superba interpretazione al Festival di Locarno: dopo Fanny Ardant in «Lola Pater», colpisce la splendida prova di Harry Dean Stanton in «Lucky», film presentato in concorso che annovera nel cast anche il grande regista David Lynch.

Diretto da John Carroll Lynch, noto attore alla sua prima prova dietro la macchina da presa, «Lucky» racconta la vita di un uomo molto anziano, le sue semplici attività quotidiane e gli incontri che fa ogni giorno con gli abitanti della cittadina di provincia in cui vive.

Lucky

Alternando efficacemente ironia e toni particolarmente malinconici, il neoregista firma una pellicola potente ed emozionante, che tratta diversi temi molto complessi con la giusta delicatezza: in primis, l'avvicinarsi della morte per un personaggio che, forse per la prima volta nella vita, si trova ad avere paura che la sua esistenza stia volgendo al termine.

Tratta temi esistenziali tutt'altro che semplici «Lucky», film che si prende qualche pausa qua e là, ma che arriva dritto al sodo nei momenti decisivi e regala alcuni dialoghi di grande intensità: tra questi, si segnalano quelli che vedono protagonista David Lynch, ma anche le conversazioni tra il protagonista e gli altri clienti del locale in cui passa le serate riescono a colpire nel segno.
A impressionare, però, è soprattutto la gestualità e l'espressività di Harry Dean Stanton, attore che ha da poco compiuto 91 anni e che è sempre al centro di questa pellicola totalmente basata sul suo personaggio.

Basta un suo sguardo per emozionare e quella di «Lucky» rimarrà una delle prove più significative di una carriera costellata di ruoli importanti: il più celebre è probabilmente quello nel magnifico «Paris, Texas» di Wim Wenders del 1984, film inserito nel cartellone di Locarno all'interno dell'omaggio che la kermesse svizzera dedica a Nastassja Kinski.

Riguardo la Semaine de la critique, una menzione per «Las cinéphilas», documentario argentino firmato da María Alvarez.

Las Cinephilas

Le “cinefile” del titolo sono donne pensionate in Spagna, Uruguay e Argentina che vanno al cinema tutti i giorni e che la regista ha scelto di intervistare. Per loro i film non sono soltanto un sostegno, ma anche un avvenimento sicuro e ricorrente durante le giornate che corrono via, e il cinema un luogo dove alleviare la solitudine, dimenticando lo scorrere del tempo.

È un documentario semplice ma toccante, che mostra come la finzione si possa ripercuotere sulla vita degli appassionati e quanto il cinema possa lasciare una traccia importante nella memoria di ognuno.

Ci sono momenti divertenti e altri commoventi in questo lungometraggio dal taglio visivo un po' scolastico, ma comunque capace di risultare incisivo.
Spontaneo e sincero, è un film a cui manca di un pizzico di verve stilistica, ma se non si hanno troppe pretese può incuriosire e interessare.

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