Domenica

Lo «Sponz Fest» di Capossela con Emir Kusturica

Musica dal vivo

Lo «Sponz Fest» di Capossela con Emir Kusturica

Col centenario dei fatti di Russia a fare da sfondo, sarà all’insegna del concetto di rivoluzione la quinta edizione dello «Sponz Fest», festival ideato e diretto da Vinicio Capossela nella sua Calitri. Rivoluzione intesa come «sperimentare il rovesciamento del mondo». La rassegna, in corso nella cittadina irpina dal 21 al 27 agosto, è l’appuntamento clou della settimana della musica dal vivo, con il cantautore che invita pubblico e comunità locale «a porsi dalla parte “altra” dell’abitudine, a ribaltare i punti di vista e osservare le cose al contrario, a scardinare l’ordine cui siamo assuefatti per creare un momento di resistenza a un mondo che va sempre più irrigidendosi nelle visioni».

Tutti dunque «all’incontré». Anche il programma, che scorrerà al contrario: dall’evento di chiusura il secondo giorno a quello di apertura l’ultimo giorno, dopo una prima giornata, il 21 agosto, in cui non succederà nulla, come la domenica biblica, momento del riposo dopo la creazione.
Fra i primi nomi confermati di questo programma in continua evoluzione (o, meglio, rivoluzione), Georgos Xilouris e Jim White: il liuto dalle corde di metallo del musicista di Creta incontra i tamburi del batterista dei Bed Seeds di Nick Cave, Pj Harvey e di altri giganti del rock inquieto, in un grande concerto all’alba, il 23 agosto. Massimo Zamboni, cofondatore dei Cccp, il 22 agosto porterà il pubblico a guardare «Il cielo sotto Berlino», letture e sonorizzazioni dal suo ultimo lavoro «Nessuna voce dentro».

Un viaggio non lineare nella Berlino del 1981, nel momento in cui è ancora viva la stagione utopica, in cui riecheggia la rivolta dei movimenti del ’77 e in cui, al tempo stesso, forse, si intravedono già i segni di un’altra rivoluzione che verrà, quella dell’89 con la caduta del muro. Dopo i rumeni, gli albanesi e i serbi nelle precedenti edizioni, quest’anno la fanfara non poteva che venire da San Pietroburgo, l’antica capitale russa e primo focolaio della rivoluzione.

Sono i Dobranoitch. Il loro nome vuol dire buonanotte ma suoneranno all’alba, come in ogni mondo rovesciato che si rispetti. OgniЯrivoluzione ha la sua parata e dunque, fra i momenti più attesi del Fest, la grande parata fra le vie d Calitri, con tanto di bandierine «totalitariste» dello Sponz 2017, che culminerà in un concerto memorabile: sul palco Vinicio Capossela, Emir Kusturica con la No Smoking Band, Dobranoitch e il cantante «al rovescio» Antonio Pompò, funambolo della parola. Vulcanica e tellurica, la grande «Notte del Tamburo» vedrà alternarsi nel centro storico di Calitri imbandito come uno sposalizio, le tammorriate dell’area partenopea, le tarantelle di Tricarico e la «tarantatrance» di Antonio Infantino che assieme a Capossela renderà omaggio a Enzo Del Re, indimenticabile musicista e cantastorie, a sei anni dalla sua scomparsa. A suo modo un rivoluzionario.

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