Domenica

Londra riscopre l’arte «antica» del vittoriano Alma-Tadema

una mostra al Leighton house museum

Londra riscopre l’arte «antica» del vittoriano Alma-Tadema

Le rose di Eliogabalo di Lawrence Alma-Tadema
Le rose di Eliogabalo di Lawrence Alma-Tadema

Lawrence Alma-Tadema è la quintessenza dell’epoca vittoriana: i suoi quadri ispirati alla mitologia greca e alla storia romana lo resero uno degli artisti più ricchi e celebri dell’epoca, apprezzato anche dalla regina Vittoria. Dopo la sua morte nel 1912 però la sua fama si eclissò rapidamente, e la sua opera sembrava irrilevante e persino ridicola alla luce dei nuovi, radicali movimenti artistici del Novecento.

Una mostra a Londra ora punta a riabilitare Alma-Tadema, sottolineando non solo la sua indubbia maestrìa di pittore ma la serietà della sua arte e della sua motivazione principale: la passione per la storia. Aveva iniziato il suo apprendistato da ragazzino, all’Accademia reale del Belgio dove era nato, perché il suo talento precoce era stato riconosciuto. All’epoca i quadri ispirati alla storia erano considerati la forma più sublime di arte, e Alma-Tadema non dimenticò mai le lezioni ricevute da giovane. Quando visitò le rovine di Pompei nel 1863, trovò l’ispirazione di tutta una vita: da allora si dedicò a ricreare la vita del mondo antico, con un grande studio dell’archeologia e una grande attenzione a riprodurre templi, colonne e capitelli in modo accurato. Le sue eroine maestose, vestite con drappeggi di immacolate e immaginarie toghe, erano considerate il non plus ultra della bellezza femminile all’epoca.

Nella cornice della Leighton House
La sede della mostra «Alma-Tadema: at home in antiquity» non potrebbe essere più indovinata: il Leighton House Museum è l’ex studio e abitazione di Lord Leighton, il pittore più amato dalla Regina Vittoria e amico e collaboratore di Alma-Tadema. Entrarci è fare un passo indietro nel tempo: il museo è un meraviglioso scrigno vittoriano e il perfetto palcoscenico per mostrare al meglio i quadri di Alma-Tadema. Trasferitosi a Londra nel 1870, Alma-Tadema diventò celeberrimo. La mostra, con mobili, oggetti, utensili e fotografie, ricrea anche l’atmosfera del suo studio londinese, che non esiste più, ma all’epoca era celebre per la sua opulenza, con mura rivestite di marmo verde e decorazioni ovunque.

L’influenza su Hollywood
Un’altra interessante sezione della mostra rivela quanto grande sia stata l’influenza di Alma-Tadema su Hollywood: molte delle scene dei grandi kolossal di Cecil B.de Mille come Cleopatra e I dieci comandamenti, ma anche il più recente Gladiatore di Ridley Scott, sono state ispirate direttamente dai quadri dell’artista. Il clou della mostra è l’abbinamento dei suoi due giganteschi capolavori, riuniti per la prima volta per l’occasione: «Le Rose di Eliogabalo», la scena dell’imperatore che soffoca i suoi ospiti con una pioggia di perali di rosa, e «Il ritrovamento di Mosè», dove la scena biblica è solo lo spunto per una processione trionfale dipinta in grande dettaglio. La mostra ricorda che Alma-Tadema è stato un artista del suo tempo, ma un grande pittore.

Lawrence Alma-Tadema
«At Home in Antiquity»
Londra, Leighton House Museum
Fino al 29 ottobre 2017

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