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Convince a metà Virzì, primo italiano in concorso

Mostra di venezia

Convince a metà Virzì, primo italiano in concorso

A Venezia è il giorno del primo italiano in concorso: Paolo Virzì ha presentato «The Leisure Seeker», il suo esordio in lingua inglese.
Il titolo prende spunto dal soprannome del vecchio camper con cui Ella e John, i protagonisti della pellicola, andavano in vacanza coi figli negli anni settanta.
Per sfuggire a un destino di cure mediche che li separerebbe per sempre, la coppia sorprende i figli, ormai adulti e invadenti, salendo a bordo di quel vecchio veicolo per vivere insieme un'ultima avventura.

Prendendo spunto dall'omonimo romanzo di Michael Zadoorian, Paolo Virzì firma una sorta di road-movie della terza età, ambientato in un'America che i due anziani protagonisti non riconoscono più: il loro viaggio sarà un modo per ripercorrere la loro relazione, le passioni e i segreti che hanno custodito per tanti anni.
È un'opera indubbiamente toccante quella del regista toscano, un lungometraggio che poggia totalmente sulla scrittura dei due personaggi principali, un uomo svanito e smemorato e una donna fragile e acciaccata, a cui danno volto gli straordinari Donald Sutherland e Helen Mirren.
La performance dei due attori è uno dei punti di forza di un prodotto che, però, coinvolge soltanto a tratti, vittima di una parte centrale molto ridondante e di una conclusione poco azzeccata.

Virzì sa come emozionare, e l'ha dimostrato quasi sempre nel corso della sua carriera, ma il copione (a cui ha partecipato anche Stephen Amidon, autore del romanzo da cui il regista aveva tratto «Il capitale umano») non è sempre incisivo al punto giusto.
Il risultato è un film che convince a metà, che potrebbe puntare a premi per gli attori più che a un riconoscimento per l'insieme dell'opera.
All'interno della competizione principale ha trovato spazio anche «La villa» di Robert Guédiguian.

Ambientato nei pressi di Marsiglia, racconta di tre figli che si sono raccolti attorno al padre per i suoi ultimi giorni di vita. Per loro è il momento di fare il bilancio degli ideali e dello spirito comunitario con cui il padre li ha cresciuti. L'arrivo di un gruppo di profughi a bordo di un'imbarcazione, però, potrebbe cambiare le carte in tavola…

Regista francese noto per film importanti come «Marius et Jeannette» e «Le nevi del Kilimangiaro», Guédiguian approda a Venezia con un dramma impegnato e attuale che parla di migranti e complesse dinamiche familiari con buona sensibilità.
Se la cornice formale è efficace, più deboli sono invece i contenuti, che sanno un po' di già visto e non riescono a far riflettere e incidere come avrebbero dovuto.
Buona la prova di un cast complessivamente molto intenso, in cui svettano Ariana Ascaride e Jean-Pierre Darroussin.

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