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Divertono i Manetti Bros con «Ammore e malavita»

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Divertono i Manetti Bros con «Ammore e malavita»

Il musical torna di moda a Venezia. Un anno dopo «La La Land», arriva in concorso al Lido un nuovo film dello stesso genere, seppur declinato in maniera molto differente: «Ammore e malavita» dei Manetti Bros.

Al centro della trama c'è Ciro, un killer senza scrupoli alle dipendenze di Don Vincenzo, che viene incaricato di eliminare una testimone. Quest'ultima, però, si rivela essere un suo amore di gioventù e Ciro non riuscirà a premere il grilletto. I piani di Don Vincenzo, che vorrebbe fingersi morto per scappare da Napoli, rischiano così di saltare.

Quattro anni dopo «Song ‘e Napule» (2013), Marco e Antonio Manetti tornano al lungometraggio (in mezzo ci sono stati episodi de «Il commissario Rex» e «L'ispettore Coliandro») con un film che, nonostante lo spunto di partenza sia piuttosto esile, riesce a fare bene il suo dovere.

Una scena del film «Ammore e malavita» dei Manetti Bros

L'intrattenimento funziona, lo stile è pop e scanzonato, le canzoni rispettano la tradizione napoletana e sono il vero fiore all'occhiello dell'intera operazione.

Non è una pellicola dalle grandi pretese, e non mancano diversi evidenti difetti a partire da una lunghezza eccessiva, ma convince l'idea (coraggiosa) dei selezionatori della kermesse di inserirlo all'interno della competizione principale. «Ammore e malavita» è infatti una boccata d'aria fresca in un concorso che rischia spesso di presentare prodotti confezionati ad hoc per entrare nella competizione di un grande festival.

Tra le sequenze più divertenti, svetta quella in cui viene intonata la cover di «What a Feeling» di Irene Cara, tratta dal celebre «Flashdance».

Buono il lavoro dell'intero cast (composto anche da Giampaolo Morelli e Claudia Gerini), ma una menzione positiva la merita soprattutto Carlo Buccirosso, impegnato in un doppio ruolo.

«Sweet Country» di Warwick Thornton

Interessante è anche l'altro lungometraggio in concorso di oggi, «Sweet Country» di Warwick Thornton.
Ambientato nell'Australia del 1929, il film racconta la storia di Sam, un guardiano di bestiame aborigeno, che uccide il proprietario terriero bianco Harry March per autodifesa, ed è costretto a scappare insieme alla moglie Lizzie. Per proteggere la moglie incinta, decide di consegnarsi alla polizia, ma ottenere giustizia non sarà semplice.

Una sequenza del film «Sweet Country» di Warwick Thornton

Regista che ha alternato nella sua carriera documentari e film di finzione, Warwick Thornton costruisce con «Sweet Country» un curioso western, suggestivo più per i paesaggi e i personaggi in scena che per la storia che racconta.

Se infatti la struttura narrativa è piuttosto convenzionale, il film colpisce per il fascinoso apparato visivo e per l'attenzione del regista nel calibrare al meglio ogni inquadratura.
Tanto basta per renderlo un titolo degno del concorso veneziano, nonostante qualche ridondanza di troppo e un ritmo spesso altalenante.

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