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L’arte di Weimar alla Tate Liverpool

mostra

L’arte di Weimar alla Tate Liverpool

August Sander, The Painter Otto Dix and his Wife Martha 1925-6, printed 1991. (Tate Liverpool -  Die Photographische Sammlung / SK Stiftung Kultur – August Sander Archiv, Cologne / VG Bild-Kunst, Bonn and DACS, London 2017)
August Sander, The Painter Otto Dix and his Wife Martha 1925-6, printed 1991. (Tate Liverpool - Die Photographische Sammlung / SK Stiftung Kultur – August Sander Archiv, Cologne / VG Bild-Kunst, Bonn and DACS, London 2017)

Poche mostre riescono a dare una nuova interpretazione di un periodo storico e artistico conosciuto e iperstudiato. “Ritratto di una nazione: Germania 1919-1933”, alla Tate di Liverpool, centra questo difficile obiettivo con l'inedito abbinamento di due straordinari artisti della Germania di Weimar.

Diversi per temperamento, l'artista Otto Dix e il fotografo August Sander avevano un approccio opposto alla loro arte. Per Dix, esagerazione e distorsione erano un modo per esprimere l'essenza del tumultuoso periodo della Repubblica di Weimar. Sander invece vuole documentare la realtà della sua Germania e produrre un resoconto fedele del suo Paese attraverso i volti della sua gente.

Entrambi gli artisti però credevano nel realismo e nell'obbligo degli artisti di riflettere quella che Sander chiamava “la terribile verità”. Le loro opere sono come specchi che in modo diverso vogliono riflettere le difficili realtà dell'epoca: la povertà, la corruzione, la brutalità della guerra, il senso di declino, ma anche il fiorire di una controcultura, l'arte del cabaret, la febbrile decadenza di un breve periodo di transizione prima dell'arrivo del nazismo.

I quadri di Dix non hanno pietà: la reazione dell'artista alla crisi economica e politica è di disgusto, esacerbato dai ricordi della prima guerra mondiale che definiva “incubi costanti”. La sua serie di stampe Der Krieg (la guerra), in mostra, rivela solo orrori e violenza, senza eroismi e senza sprazzi di umanità. In questo omaggio a Goya, vince sempre e solo la morte.

I ritratti sono altrettanto impietosi: le donne sono predatrici con le unghie affilate e gli occhi crudeli, gli uomini sono ubriachi, violenti, grotteschi energumeni o pallide, lugubri nullità. Questa è la verità vista da Dix, che voleva vivere e ritrarre “una vita non diluita”.

La missione di Sander invece era fare un ritratto fotografico della nazione, cercando di documentare il maggior numero possibile di persone di ogni tipo: il portiere, il muratore, la lavandaia, il poliziotto, il banchiere, l'artista, la segretaria. Sono individui ma anche archetipi, rappresentanti del loro lavoro. Tutti hanno una loro dignità. Sander, al contrario di Dix, guarda l'umanità con occhio benevolo.

Tra le 150 straordinarie foto in mostra c'è anche il ritratto di Dix con la moglie Martha.

Il fotografo aveva anche creato la categoria “Vittime della persecuzione”, con ritratti di ebrei e membri del partito comunista (tra cui suo figlio Erich, morto in carcere). Il primo volume della sua opera Gente del Ventesimo Secolo fu pubblicato nel 1929. Nel 1934 i nazisti bruciarono tutte le copie esistenti e distrussero i negativi. Questa mostra, oltre al suo grande valore artistico, è anche una salutare lezione di storia.

Portraying a Nation: Germany 1919-1933
Fino al 15 ottobre 2017
Tate Liverpool
www.tate.org.uk

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