Domenica

Paul Weller torna con la «rivoluzione gentile» della cultura mod

Musica dal vivo

Paul Weller torna con la «rivoluzione gentile» della cultura mod

Paul Weller
Paul Weller

Il «Modfather» torna in Italia con la sua «rivoluzione gentile». Paul Weller, ex frontleader di Jam e Style Council, tra i maggiori testimoni della stagione New wave, è di nuovo in pista con l’album A kind revolution, uscito lo scorso maggio, e lo porta in tour alle nostre latitudini per ben tre date.
Prima all’Estagon di Bologna (10 settembre) con un concerto già finito sold out, poi al Porto Antico di Genova (11 settembre) e all’Alcatraz di Milano.
Cantante, chitarrista e compositore britannico, Weller oltre a essere uno dei principali esponenti ancora in vita della cultura mod è una vera e propria istituzione e icona nella sua terra di origine.

Dopo l’esordio discografico come frontman dei Jam, nel 1977 con In The City, band con la quale raggiunse più volte la vetta delle classifiche inglesi, Weller fondò nel 1982 gli Style Council assieme al tastierista Mick Talbot per esplorare i confini dell’acid jazz. Conclusasi anche questa esperienza, ha inizio una carriera solista costellata di buoni riscontri di pubblico e ottima critica. Partito da un rock di matrice nettamente British, il padrino della cultura mod è arrivato a sperimentarenuove sonorità che sconfinano nel folk, nel soul e persino nell’elettronica. Weller torna in Italia a due anni di distanza dal successo del suo dodicesimo album in studio, Saturn’s Pattern, un disco progressive in senso stretto che ha portato il chitarrista a differenziarsi ancora rispetto a quanto pubblicato fino a quel momento.

Mike Rutherford protagonista a Milano
Altro eroe del rock degli anni Settanta e Ottanta di rotta sull’Italia è Mike Rutherford, prima in territorio progressive come bassista dei Genesis, poi verso un’idea sofisticata di pop come leader del progetto Mike + the Mechanics. Proprio sotto quest’ultima incarnazione Rutherford ad aprile scorso ha pubblicato l’album Let me fly che va a colmare sei anni di silenzio. E arriva all’Alcatraz di Milano lunedì 11 settembre.

L’album trabocca della gioia che ha contrassegnato l’intera esistenza della band e, come sempre, presenta una serie di personaggi che non sempre sono onesti cittadini, come per esempio lo sfortunato casanova di Don’t Know What Came Over Me, il primo singolo estratto. Il capo dei «Meccanici» Rutherford spiega: «C’è questo tizio felicemente sposato, che ama la sua signora e tutto è meraviglioso. Poi, una notte, ha un attimo di sbandamento e perde tutto ciò che ha per un’avventura di una sola notte. Sa che è stato solo un momento di follia ed è tormentato dal rimorso. Sarà perdonato? La canzone non dice come va a finire. E no, non è un pezzo autobiografico!».

L’acid jazz secondo il James Taylor Quartet
Si segnala in ultimo un altro grande ritorno che accenderà la fantasia soprattutto agli appassionati di acid jazz: due doppie date, l’8 e il 9 settembre al Blue Note di Milano, del James Taylor Quarter, una delle band che hanno definito il genere, particolarissima miscela esplosiva di soul, funk, jazz, colonne sonore di spy movies ed r’n’b. Il suo leader, James Taylor, nel corso degli anni ha collezionato le più svariate partecipazioni ai dischi di artisti del calibro di U2, Pogues e Manic Street Preachers, fino ad arrivare agli ultimi lavori di Tom Jones e Tina Turner. Con l’album The Template, uscito nel 2011, hanno recentemente festeggiato il 25esimo anno di attività, un disco che raccoglie la perfetta sintesi dell’esperienza sviluppata in tutti questi anni, unita a una sempre nuova voglia di innovarsi e stupire.

© Riproduzione riservata