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Ritmo e divertimento con l’adrenalinico «Baby Driver»

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Ritmo e divertimento con l’adrenalinico «Baby Driver»

Un weekend ad alta velocità sotto il segno di «Baby Driver». Potrebbe diventare un cult il nuovo film di Edgar Wright, titolo tra i più attesi del weekend in sala, anche per la presenza di un protagonista decisamente anticonvenzionale: Baby, interpretato da Ansel Elgort, è un prodigio al volante, che guida sempre con gli occhiali da sole e la musica sparata nelle orecchie. La sua abilità viene sfruttata da Doc, un criminale con il quale ha un conto aperto da saldare.

Dopo aver abbandonato il progetto di «Ant-Man», Edgar Wright torna a firmare un lungometraggio quattro anni dopo «La fine del mondo».
Il tempo passato lontano dalla macchina da presa non ha fatto perdere il talento al brillante regista britannico, come dimostrano già lo splendido incipit e la lunga ripresa su cui scorrono i titoli di testa.
Omaggiando il cinema degli anni Sessanta e Settanta, Wright costruisce un film appassionante e ricco di riferimenti cinefili (viene citato anche «Gangster Story» di Arthur Penn), che diverte con intelligenza anche grazie a un montaggio calibrato alla perfezione.

I personaggi sono ben costruiti, a partire dal protagonista, e, nonostante qualche lieve calo nella seconda parte, «Baby Driver» regge bene fino alla fine, riuscendo a intrattenere fino all'ultima sequenza.
Notevolissima anche la colonna sonora in cui, tra le tante, non si può non citare la canzone di Simon & Garfunkel che dà, tra l'altro, il titolo al film.
Da non perdere è anche «Miss Sloane» con una straordinaria Jessica Chastain nei panni di una lobbista di Washington senza scrupoli.

Diretto da John Madden, è un film che colpisce per la descrizione del “dietro le quinte” del governo americano, per il modo in cui viene mostrata la spietatezza dei politici e per la credibilità della rappresentazione di un ambiente che sul grande schermo non si vede tutti i giorni.

Inizialmente fatica un po' a carburare, ma poi «Miss Sloane» cresce esponenzialmente, risultando sempre più incisivo col passare dei minuti: le istituzioni di Washington vengono messe alla berlina in questo prodotto che è molto più di una semplice opera di denuncia, tanto che si potrebbe definire un thriller ad alta tensione, ricco di suspense e forte, inoltre, di una conclusione notevolissima.
Anche il cast di contorno è efficace, ma Jessica Chastain è di un altro pianeta: meriterebbe la nomination agli Oscar.

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