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«Gatta Cenerentola», quando l’animazione è coraggiosa

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«Gatta Cenerentola», quando l’animazione è coraggiosa

Uno dei film italiani più sorprendenti dell'anno: stupisce «Gatta Cenerentola», lungometraggio d'animazione diretto da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone.
Già regista de «L'arte della felicità», Rak (insieme al resto del team) ha fatto un netto passo avanti con questa pellicola che si ispira a un racconto di Giambattista Basile, autore da cui aveva già preso spunto Matteo Garrone per «Il racconto dei racconti».

Protagonista è una ragazza, Cenerentola, cresciuta su una nave bloccata nel porto di Napoli da oltre 15 anni. Dopo la morte del padre, un armatore deciso a far rinascere la città campana, la giovane viene soggiogata dalla prepotenza della matrigna e delle sue sorellastre.
Si tratta di una fiaba cupa e anticonvenzionale, dove il presente dialoga col passato e gli autori usano la chiave della fantasia per raccontare la città di Napoli (sempre protagonista, seppur non venga quasi mai inquadrata).
Mescolando il registro della favola a quello della tradizione musicale partenopea, i registi hanno costruito un prodotto di forte suggestione, ricco di metafore riuscite e in grado di lasciare più di qualche spunto su cui riflettere al termine della visione.

Il ritmo è a tratti altalenante, ma è un lungometraggio che colpisce per il suo coraggio e la sua ambizione, oltre che per un apparato estetico pregevole e affascinante. Gli autori sono stati in grado di creare uno stile unico e personale e il risultato è uno dei film d'animazione italiani più riusciti e interessanti del nuovo millennio.
Più convenzionale è invece l'attesissimo «Cars 3», nuovo lavoro della Pixar Animation firmato da Brian Fee.

Torna sullo schermo Saetta McQueen, idolo di molti bambini di ogni latitudine, per una terza avventura che lo vede scontrarsi con un nuovo, temibile rivale.
Rispetto ai due precedenti, questo terzo episodio ha una natura più crepuscolare, riflettendo sul tempo che passa e su un campione, lo stesso Saetta McQueen, che pare aver ormai imboccato il viale del tramonto.
Una base narrativa certamente profonda e pronta a coinvolgere anche un pubblico adulto, ma la storia sa davvero troppo di già visto e il divertimento latita in diversi passaggi.
Sempre più prevedibile col passare dei minuti, «Cars 3» presenta così dei limiti molto evidenti e non bastano alcune gag riuscite e una grafica accattivante per nasconderli.
Infine, una menzione per «Barry Seal – Una storia americana» di Doug Liman con Tom Cruise.
L'attore interpreta un ex pilota che, dopo essere stato licenziato, viene ingaggiato dalla CIA. Sarà l'inizio di una serie di contingenze sempre più rischiose che lo porteranno addirittura a lavorare per il cartello della droga di Pablo Escobar.

Basato sulla vera storia dell'omonimo pilota, il film segue la parabola criminale di un personaggio indubbiamente curioso e degno di essere rappresentato sul grande schermo. Peccato che alla pellicola manchi la giusta verve e il tutto si assesti su una visione didascalica e prevedibile, priva di momenti realmente interessanti.
Anche Tom Cruise si limita a una performance mediocre e trascurabile.

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