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Sorprendente «Glory», piccolo film dai grandi contenuti

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Sorprendente «Glory», piccolo film dai grandi contenuti

Una scena del film «Glory»
Una scena del film «Glory»

Una sorpresa che arriva dalla Bulgaria: tra i titoli più interessanti del weekend in sala colpisce «Glory – Non c'è tempo per gli onesti», film diretto da Kristina Grozeva e Petar Valchanov che era stato presentato al Festival di Locarno 2016. Il personaggio principale è Tsanko Petrov, un ferroviere che trova sui binari milioni di lev e decide di consegnare l'intera somma alla polizia. Lo stato, “riconoscente” per il suo gesto, lo ricompensa con un nuovo orologio da polso… che smette ben presto di funzionare.

«Glory – Non c'è tempo per gli onesti», di Kristina Grozeva e Petar Valchanov

Dopo «The Lesson – Scuola di vita», la coppia di registi bulgari firma un'altra pellicola dai contenuti importanti, incentrata sulla disperata battaglia di un uomo che cerca di riottenere non solo il suo vecchio orologio, ma anche la sua dignità. A tratti tragicomico, a tratti fortemente drammatico, «Glory – Non c'è tempo per gli onesti» è una tagliente critica al paese natale dei due autori, alla sua burocrazia e al suo universo mediatico.

Seppur si tratti di un film “piccolo” tanto per il budget quanto per la sua natura estetica, i contenuti risultano incisivi e il risultato è un prodotto onesto e amarissimo, curioso nel soggetto e accattivante nell'andamento narrativo. Efficace anche il lavoro di un cast, i cui attori principali avevano già lavorato con Grozeva e Valchanov nel loro lungometraggio precedente.

«Valerian e la città dei mille pianeti» di Luc Besson

Decisamente meno interessante è il blockbuster ad alto budget «Valerian e la città dei mille pianeti» di Luc Besson. Protagonisti sono due giovani star emergenti come Dane DeHaan e Cara Delevingne, che vestono i panni di due agenti speciali dello spazio incaricati di sorvegliare i territori umani. La missione più delicata nella quale si imbarcheranno riguarderà la misteriosa Alpha, la città dei mille pianeti. Grandi effetti speciali ma poca sostanza in questo polpettone intergalattico che conferma lo scarso momento di carriera di Besson. Il regista francese, dopo «Lucy», mantiene alte le ambizioni, ma non riesce ad affascinare e l'apparato estetico risulta più kitsch che suggestivo.

Troppi i rallentamenti narrativi e i buchi di sceneggiatura in questo film di fantascienza, ispirato a un fumetto di Pierre Christin, che non riesce mai a intrattenere come dovrebbe. Sottotono anche i due attori principali.

Infine, una menzione per un film italiano, «L'equilibrio» di Vincenzo Marra, presentato all'ultima Mostra di Venezia. Al centro della trama c'è un sacerdote campano che chiede di essere trasferito da Roma alla sua terra d'origine. La realtà che si troverà di fronte sarà molto diversa da quella che si aspettava.

Si tratta di un film coraggioso, ricco di tematiche importanti (il ruolo della Chiesa nei confronti della malavita, in primis) ma che mette troppa carne al fuoco: non tutti gli ingredienti sono ben dosati e la seconda parte gira a tratti a vuoto, mentre colpisce positivamente la messinscena essenziale e priva di fronzoli di Marra. Buona prova del protagonista Mimmo Borrelli, ma è l'intero cast a risultare intenso al punto giusto.

«L'equilibrio» di Vincenzo Marra

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