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Il diabolico romanzo cinematic del “Dr. Carelli”

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Il diabolico romanzo cinematic del “Dr. Carelli”

(Original Illustrations by Gianluca Garofalo)
(Original Illustrations by Gianluca Garofalo)

NEW YORK - La pagina (diabolica) si apre laggiù nelle paludi urbane, tra gli scoli di una New York dove potrebbe esser nato Jim McBride; la pioggia batte in modo “importuno e deprimente”. Tra le strade, ai confini della legge, scorre un puzzo “di zuppa, di pane, margherite di campo e biancheria sudicia”, fin dentro al taxi, verso l'Upper West Side. Non è mai agiografico nella scrittura, Marcello Garofalo, autore de Le calde notti del diabolico Dr. Carelli, in uscita in questi giorni per Dark Gem Press, con un lancio prima negli Stati Uniti e a seguire in Italia. È il romanzo d'esordio - una “horror-comedy” anni Settanta - del giornalista e saggista Garofalo, autore, da vent'anni, della rubrica stracult Bizarro!Movies, dedicata al cinema di genere, sulla rivista Ciak. L'editore americano, di Nashville, distribuisce eccezionalmente entrambe le edizioni nei più importanti bookstores digitali, sia in formato eBook che cartaceo.
Protagonista della storia è Phillip Carelli, un ragazzo di 19 anni messo sotto da un assassino incappucciato senza apparente motivo: la polizia non riesce a svelare il mistero; la zia di Phillip, Eleanor, una zitella agée con la permanente violetta, biologa e ricercatrice, riporta Phillip alla vita con un esperimento, trasformandolo in uno “scheletro vivente”. Rientrato dalle foreste dell'Amazzonia a Manhattan – “Adesso io non sono solo Phillip Carelli, adesso io sono il diabolico dottor Carelli!” – il supereroe “espanso” recluta il suo primo amore, Joan Mary-Frazier, e il compagno di lei, il professor Tony Seppilli. Ma quando Alida Sibley, ex compagna di università di Eleanor Carelli, viene a conoscenza del fatto, progetta un piano per distruggere Phillip. Tra i pazienti della sua clinica freak, specializzata nel trattamento di disturbi psicologici tramite ipnosi, sceglie tre mostri attaccabrighe: Christopher Kier, Gyro Marchione e Dan Carnahan, un fotografo, un macellaio e un antiquario, tramutati in creature “resistenti”: vampiro, lupo mannaro e mummia. La squadra di mostri apre le porte dell'inferno dall'osservatorio dell'Empire, tra mozzarelle “nemesiache”, trippe e nomi d'Occidente (Oca Nivale e Cacatua).

(Original Illustrations by Gianluca Garofalo)

“Il mio tentativo è quello di portare in un romanzo il linguaggio e lo stile asciutto dei fumetti, senza dare spazio ai retropensieri dell'autore” spiega Garofalo, di ritorno da Venezia dove ha presentato, da sceneggiatore, il corto Il signor Rotpeter, tratto da Kafka, diretto da Antonietta De Lillo. “Mi interessa mettere in scena i fatti e scrivere i dialoghi come in un ipotetico film, adoperando anche alcuni procedimenti narrativi tipici del cinema, dal flashback al cambio di scena, come uno stacco di montaggio”. Marcello Garofalo ha lavorato più di due anni con il traduttore e folksinger Matthew Temple. Il protagonista del romanzo, Phillip Carelli, è presentato così: “Da vivo era un ragazzo come tanti, da morto uno scheletro destinato a sovvertire il mondo”. Post-mortem, acquista conoscenze superiori a ogni essere umano (di qui la qualifica di Dottore) e ha un sense of humor a metà tra Jarmush e Clint Eastwood. “A proposito del flashback, ho adoperato la ‘definizione progressiva' di Sergio Leone in C'era una volta il West (Garofalo ha scritto nel '99 uno dei volumi più belli su Leone) o di Dario Argento in Quattro mosche di velluto grigio” prosegue. “A volte, la letteratura cacciata dalla porta, ha fatto irruzione dalla finestra, come ad esempio le due domestiche cinesi dal linguaggio forbito e arcaico, quasi fossero un pop-up del grande romanzo cinese Il sogno della camera rossa del XVIII secolo, scritto in cinese vernacolare da Cao Xueqin, insinuando il meraviglioso nel quotidiano, il vero nel falso, l'irreale nel reale”. Oppure lo stesso Dr. Carelli che “ostenta un modo di parlare molto esplicito, diretto, secco come un personaggio di Joe Lansdale, molto umano eppure distante”. Se dovesse indicare due citazioni cinematografiche fondanti presenti nel romanzo, Garofalo punterebbe su Frankenstein di James Whale e Taxi Driver di Martin Scorsese. “Mi ha colpito una dichiarazione che lessi tempo fa di Roman Polanski a proposito del genere fantastico” ricorda l'autore. “Per essere affascinante e quindi anche credibile, il fantastico deve essere ben supportato da fatti e informazioni derivanti dalla realtà: più sarà arricchito da tanto e più lo spettatore e il lettore si appassioneranno alle vicende assurde narrate”. Un romanzo cinematic, da consumo folle. Anarchico, swing e rivoluzionario per un pianeta (editoriale) morente. Toccata e fuga in re minore che incontra David W. Griffith, grazie anche al bel cortocircuito delle tavole che accompagnano la lettura: sono opera di Gianluca Garofalo, illustratore e cugino di Marcello. Il diabolico Dr. Carelli conquista un'anima universale alla fine del viaggio, proprio come il ragazzo di legno. O il sorriso di Sergio Leone.

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