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L'intenso «Una donna fantastica» e il terrificante «It»

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L'intenso «Una donna fantastica» e il terrificante «It»

Dal film «It»
Dal film «It»

Un weekend per tutti gusti: questo fine settimana nelle sale italiane arrivano pellicole di generi molto diversi, capaci di soddisfare i palati più differenti.
Chi è alla ricerca di un film intenso e drammatico, non può perdere «Una donna fantastica» del regista cileno Sebastián Lelio, presentato e premiato al Festival di Berlino 2017 e principale protagonista del weekend in sala.

Al centro della trama ci sono Marina, una cameriera con ambizioni da cantante, e Orlando, un uomo di vent'anni più grande, che per stare con lei ha lasciato la sua famiglia. Al termine di una serata insieme, Orlando è colpito da un malore, perde i sensi e muore poco dopo essere stato portato in ospedale. Oltre al terribile lutto, Marina si troverà costretta a fronteggiare gli interrogatori da parte delle autorità e della famiglia di Orlando che non le mostra alcun rispetto: l'ex moglie dell'uomo la esclude dal funerale e le ordina di ridarle ogni cosa che apparteneva al marito.
Non si tratta soltanto di un film sul dolore, sulla perdita e sull'incapacità di una famiglia di accettare la presenza di un'altra donna: «Una donna fantastica», infatti, è anche una pellicola sul tema dell'identità sessuale. Marina è una transgender e l'ex moglie e i parenti di Orlando si sentono ancor più minacciati dalla sua natura sessuale.
Dopo il riuscito «Gloria» del 2013, Lelio firma un'altra pellicola appassionante, capace di toccare anche le corde del thriller. Riecheggia lo stile di Pedro Almodóvar in questo lungometraggio che sa un po' di maniera, ma in cui l'autore cileno riesce comunque a mostrare il suo grande talento visivo e la notevole capacità di costruire al meglio i suoi personaggi, a partire da quello di Marina.
Buona parte del merito va anche alla straordinaria interpretazione di Daniela Vega, attrice transgender alla sua prima prova da protagonista in un film, ma anche il resto del cast fa ottimamente il suo dovere.

Gli appassionati del genere horror, invece, non si lasceranno scappare «It», nuova trasposizione del capolavoro di Stephen King già adattato per la televisione nel 1990.
Ambientato in una fittizia cittadina americana di nome Derry sul finire degli anni Ottanta (nel romanzo erano gli anni Cinquanta), il film è incentrato su un gruppo di ragazzini che si troverà costretto a battersi contro una forza maligna che assume le sembianze di un malvagio clown.
Primo di due lungometraggi (il sequel uscirà nel 2019) incentrati sul monumentale testo di King, «It» riesce a rappresentare al meglio le atmosfere del romanzo, senza seguirlo alla lettera ma rimanendo fedele al suo spirito.
È un terrificante racconto di formazione, non sempre fluido al punto giusto nella sceneggiatura, ma profondo per i temi che tratta e capace di regalare più di un brivido anche allo spettatore più navigato.
Infine, una menzione per il thriller «Nemesi» di Walter Hill.
Protagonista è il killer Frank Kitchen che, dopo un brusco risveglio, si ritrova suo malgrado nei panni di una donna. Frank capisce di essere stato vittima di un regolamento di conti e inizia così la sua ricerca per vendicarsi del dottore responsabile dell'operazione clandestina.
Dal regista de «I guerrieri della notte» una discreta pellicola che ragiona con forza sul tema del corpo e offre più di uno spunto di riflessione.
Il ritmo funziona bene e i colpi di scena sono assestati con cura: peccato, invece, i diversi dialoghi piuttosto banali e alcune forzature narrative davvero non necessarie.
Brava Michelle Rodriguez nei panni (sia maschili che femminili) di Frank Kitchen.

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