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La Tate raddoppia a St. Ives

Arte

La Tate raddoppia a St. Ives

Tate supera se stessa e presenta non solo una nuova mostra, ma un nuovo museo. Ha appena aperto al pubblico Tate St Ives, filiale del celebre museo londinese in Cornovaglia, ampliata e reinventata, «raddoppiata» negli spazi e nelle ambizioni.
Gli amanti del modernismo britannico, di cui St. Ives è stata culla e fonte durevole di ispirazione, possono ammirare le opere di grandi artisti come Barbara Hepworth, Ben Nicholson, Naum Gabo e Patrick Heron. Come è giusto per un movimento che non ha mai voluto isolarsi ma è stato sempre aperto al mondo, accanto ai quadri e alle sculture di artisti britannici ci sono opere di artisti stranieri. Matisse e Picasso, Braque e Brancusi, Mondrian e Dubuffet e naturalmente Rothko e de Kooning, due americani che amavano visitare St. Ives, dove l’amica Hepworth aveva il suo studio.

Per chi ama l’arte contemporanea, apre domani la prima mostra dedicata a Rebecca Warren, scultrice britannica che dice di essersi «ispirata al fantasma di Barbara Hepworth». Presenta delicati collage illuminati dal neon, grandi sculture organiche e tattili che sembrano di morbida creta, con ancora le tracce delle mani e delle dita dell’artista, ma sono di bronzo. A metà strada tra arte astratta e figurativa, la Warren supera il minimalismo e rende omaggio ai grandi scultori del passato come Giacometti, creando una sua estetica del tutto personale.

Le opere della Warren sono valorizzate dallo spazio in cui sono esposte, una vasta sala di 500 metri quadri nella nuova parte del museo, realizzata scavando nella roccia della scogliera per non interferire con lo splendido paesaggio a picco sull’oceano Atlantico, ma con la luce naturale che entra dai sei giganteschi lucernari sul tetto. All’esterno, il tetto della parte nuova è stato trasformato in giardino.
Chi ama l’architettura non potrà che ammirare l’estro creativo dell’architetto Jamie Fobert che è riuscito a raddoppiare gli spazi espositivi mantenendo un collegamento armonico tra la galleria originale, aperta nel 1993, e il nuovo più grande museo, e ha inserito la nuova struttura nel paesaggio con grande sensibilità per l’ambiente. «Finalmente possiamo mostrare l’arte moderna e l’arte contemporanea allo stesso tempo», ha detto Anne Barlow, direttrice artistica del museo. «Possiamo raccontare la storia della straordinaria comunità artistica di St. Ives che era profondamente radicata in Cornovaglia ma che ha sempre guardato al mondo e negli anni a venire vogliamo proseguire con lo stesso spirito»

Rebecca Warren: All that heaven allows
Tate St. Ives
14 ottobre 2017- 7 gennaio 2018
www.tate.org.uk

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