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Billie Jean King vs Bobby Riggs, match storico sul campo e nella…

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Billie Jean King vs Bobby Riggs, match storico sul campo e nella società

(Agf)
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Gli appassionati di tennis potrebbero rimanere delusi. Devono aspettare quasi un’ora per vedere i primi veri scambi di un match, e nell'arco dei 121 minuti della Battaglia dei sessi, il film dedicato alla leggendaria sfida tra Bobby Riggs e Billie Jean King, il tempo dedicato al gioco puro è residuale. La battaglia dei sessi è soprattutto quella che si combatte nella società americana dei primi anni 70, a tutti i livelli: familiare, istituzionale (se pensiamo alla federazione internazionale del tennis come a un’istituzione), professionale, sentimentale. Per questo i registi, Valerie Faris e Jonathan Dayton, già sensibili a certi temi (Little Miss Sunshine, 2006), hanno concentrato la loro attenzione sulle storie personali dei due protagonisti, due astri della racchetta, uno ormai spento dall'età, il maschilista e spaccone Bobby Riggs (Steve Carell), prigioniero del vizio delle scommesse che gli ha pregiudicato il matrimonio; l’altro, invece, fulgido e in ascesa, Billie Jean King (Emma Stone), giovane californiana sposata con il cavalier servente Larry (Austin Stowell), che improvvisamente si invaghisce ricambiata di Marilyn Barnett (Andrea Riseborough). Felicità e tormento, in anni di rivoluzione sessuale e faticosa conquista di diritti, come quelli per cui ha lottato lei stessa, del resto.Il film infatti si apre con la sua ribellione a Jack Kramer (Bill Pullman), direttore del Southwest Pacific Open, il quale aveva fissato a 12.500 dollari il primo premio maschile e a 1.500 l’equivalente femminile: «Vendiamo gli stessi biglietti, non esiste» gli intima lei, fresca vincitrice dell’Us Open, quando l'altro candidamente osserva che gli spettatori guardano di più le partite tra uomini. Di fronte all'irremovibilità dell'interlocutore, BJ King lancia il guanto: «Faremo una nostra competizione», riferendosi a quella che sarebbe diventata la Wta, Women's Tennis Association.

Con Gladys Heldman (Sarah Silverman), direttrice del più importante mensile specializzato del tempo, «World tennis», chiama a raccolta le sue colleghe, organizzano una campagna stampa in cui annunciano la notizia e si fanno ritrarre ciascuna con un dollaro in mano, il prezzo del contratto che le legava al nuovo circuito. Una battaglia vincente, tanto che arriva presto uno sponsor - Philip Morris - a nutrire di sostanza i loro tornei e Billie Jean finirà per guadagnare oltre 100mila dollari alla chiusura dell’anno: la dimostrazione empirica che i match femminili contano, sono seguiti, fruttano lauti guadagni e dunque devono essere riconosciuti al pari di quelli maschili. È questo che fa scattare nella mente di Bobby Riggs l’idea di «una sfida contro una donna: il suo tennis è inferiore a quello dell'uomo, lei ha un posto d’eccellenza ed è la cucina, non capisco perché si mette in testa questa storia dell’uguaglianza qui, uguaglianza lì...» e altre dichiarazioni simili. Vince con Margaret Court, in quel momento numero uno del mondo: in palio c’erano 35mila dollari. «Lo vedete? Avevo ragione! Non potrò mai perdere con una tennista», gongola Riggs, e rilancia a 100mila sapendo che Billie Jean non avrebbe potuto sottrarsi. E infatti, in nome dei diritti delle donne, il 20 settembre del 1973 davanti a più di 30mila spettatori nell'arena dell’Astrodome di Houston, la 29enne californiana gioca quel match contro «Pig», il maiale, come lo soprannominavano le spettatrici, demolendolo in tre set. Una partita memorabile in un anno in cui in America viene introdotto l'emendamento sulla parità dei diritti e c’è la sentenza sul diritto ad abortire, sollecitata dal caso Roe-Wade.

Buona la prova degli attori Steve Carell, anche se a tratti un po’ macchiettistica, ed Emma Stone che si è allenata a lungo per il film e a lungo ha parlato con Billie Jean King, 74 anni il 22 novembre. Una campionessa non solo sul campo, anche se dopo quasi 50 anni il gender gap, come ci ricordano i dati del mondo del lavoro, è ancora assai profondo.

eliana.dicaro@ilsole24ore.com

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