Domenica

I puri ritratti di Cezanne alla National

MOSTRA

I puri ritratti di Cezanne alla National

Paul Alexis Reading a Manuscript to Zola
Paul Alexis Reading a Manuscript to Zola

In tutta la sua vita, Paul CÚzanne non ha mai accettato una commissione o fatto un ritratto a pagamento, ma per tutta la vita il pittore post-impressionista francese ha dipinto ritratti. Non era da lui cercare di lusingare un committente, abbellire un viso, presentare una donna seducente o un uomo virile. Non aveva alcun interesse per l'introspezione psicologica, non voleva scavare nel cuore della persona ritratta o inviare messaggi sul suo stato d'animo.
Per CÚzanne i ritratti sono come i paesaggi o le nature morte: sono dipinti, e l'unica cosa che importa Ŕ la pittura e come riesce a rappresentare la realtÓ. Quello che contano sono le pennellate, e come in successione e sovrapposizione creano una struttura che diventa l'immagine.

Cosý come aveva dipinto la stessa montagna provenzale decine di volte, conferendo la celebritÓ a Mont Sainte-Victoire, l'artista torna a dipingere ripetutamente gli stessi volti noti – il suo, quello del padre, della moglie, dello zio, di qualche amico come Emile Zola – per andare oltre l'apparenza alla ricerca dell'essenza della realtÓ e di come rappresentarla. Negli ultimi anni, volta le spalle a intellettuali, artisti e borghesi e punta la stessa attenzione, precisa al punto di essere maniacale, sul suo giardiniere Vallier e sui contadini della Provenza.

Se gli impressionisti volevano cogliere la luce sfuggente, CÚzanne punta a rappresentare la realtÓ delle forme e la soliditÓ eterna delle cose. Dipingo corpi, non anime, disse l'artista, ammettendo per˛ che “se i corpi sono ben dipinti, l'anima ci brilla dentro”.

Ora la National Portrait Gallery di Londra ha organizzato la prima mostra da oltre un secolo dedicata ai ritratti di CÚzanne, presentando cinquanta quadri, oltre un quarto del totale dei ritratti dipinti dall'artista nella sua vita.
C'Ŕ il primo autoritratto di giovane ventenne e l'ultimo pochi anni prima della morte nel 1906. Ci sono intere sale dedicate alla moglie – soggetto unico di ben 29 quadri – senza mai un barlume di sentimento o sentimentalismo. Hortense Ŕ una statua priva di espressione, una figura a lungo esaminata e minuziosamente osservata, per rappresentare il lungo ovale del viso, la posa rigida delle braccia, la forma scultorea del suo abito, la sua figura attentamente incorniciata da una sedia o una tenda.

I primi ritratti sono sperimentali e ruvidi, la pittura applicata con le spatola nello stile che CÚzanne stesso aveva definito “couillarde”(letteralmente “con le palle”). Poi il pittore trova il suo stile definitivo, e negli anni lo perfeziona, rendendo geometriche le sue pennellate, dando soliditÓ alle sue figure, usando il colore per creare forme.

Basta guardare un quadro come il suo “Ragazzo con un gilet rosso” del 1888, con i suoi piani geometrici, per capire quanto CÚzanne l'antesignano abbia influenzato il Cubismo e poi il Futurismo. Non a caso sia Matisse che Picasso dissero che CÚzanne era stato “il vero padre di noi tutti”, un'ispirazione per gli artisti che volevano lasciarsi alle spalle per sempre l'Ottocento e lanciarsi nell'era moderna.

CÚzanne Portraits
Fino all'11 febbraio 2018
National Portrait Gallery, Londra

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