Domenica

L’incanto del bianco e nero colora la National

mostra

L’incanto del bianco e nero colora la National

Peder Balke. The Tempest, about 1862. Oil on wood panel, 10.3 x 12.2 cm. The National Gallery, London. Presented by Danny and Gry Katz, 2010.  The National Gallery, London
Peder Balke. The Tempest, about 1862. Oil on wood panel, 10.3 x 12.2 cm. The National Gallery, London. Presented by Danny and Gry Katz, 2010. The National Gallery, London

La National Gallery diventa sperimentale: il museo londinese ha realizzato la prima mostra mai dedicata a un solo colore. “Monocromo: la pittura in bianco e nero” un viaggio attraverso 700 anni di storia dell'arte, dal Medioevo a oggi, per scoprire le diverse motivazioni che nei secoli hanno portato gli artisti ad abbandonare il colore per concentrarsi sulla potenza espressiva del bianco, del nero e del grigio nelle sue mille sfumature.

Si inizia con una vetrata del Trecento, realizzata per l'Abbazia reale di Saint-Denis a Parigi. Nel Medioevo la scelta del bianco e nero aveva motivazioni religiose, per concentrare l'attenzione, sottolineare la gravit e importanza della scena e per accentuare la separazione del mondo spirituale dal mondo terreno pieno di colori e di distrazioni.

E' in mostra la prima opera monocroma su tela, la “Santa Barbara” di Jan van Eyck del 1437, mentre dello stesso artista un'Annunciazione che un capolavoro di trompe l'oeil, un quadro che raffigura Maria e l'Arcangelo Gabriele come due statue collocate in nicchie di marmo.

Usare solo il bianco e nero stato anche un modo per mostrare la propria abilit tecnica, come i quadri di sculture che vogliono affermare la supremazia della pittura anche nel rendere la tridimensionalit delle cose. Nel quadro di una donna vista da dietro, Albrecht Durer esibisce la sua straordinaria mano di disegnatore, sottolineando ogni piega e ombra del suo rigido velo.

L'assenza di colore pu rendere pi drammatica una scena tragica, come la morte di Cristo dipinta da Rembrandt o la madre con il figlio malato di Eugne Carrire. Ghirlandaio invece cerca l'effetto opposto, facendo emergere dallo sfondo scuro una figura bianca, un segnale di speranza e di resurrezione.

Anche la pala d'altare di Hans Memling ha due severi santi in bianco e nero all'esterno, ma si schiude per rivelare la Madonna e il bambino a colori all'interno, in un rapido passaggio dal rigore alla gioia.

Un intero muro della mostra dedicato, giustamente, alla splendida “Odalisque en grisaille” di Jean-Auguste-Dominque Ingres, una versione in bianco e nero del suo celebre dipinto del 1814 che, eliminando la distrazione del colore, attenua lo sfondo e sottolinea la sensualit della figura femminile.

Per Gerhard Richter invece il grigio il colore dell'indifferenza: il suo grande quadro volutamente sfuocato, ispirato da una foto di cronaca, mostra una donna seduta in braccio al fidanzato che tra poco la uccider. All'estremo opposto invece Peder Balke, che usa il bianco e nero per rendere pi espressiva e drammatica la sua immagine di un mare in tempesta.

Nell'epoca moderna il bianco e nero rappresenta la ricerca dell'essenziale e il rigore della forma, come nel “Quadrato nero” di Kazimir Malevich o “L'omaggio al quadrato” di Joseph Albers. L'arte ottica gioca sugli effetti visivi del bianco e nero, come nel quadro “Vibrazione orizzontale” di Bridget Riley.

Dulcis in fundo, dopo le sale di opere in bianco e nero la mostra finisce con una sala dall'intenso colore giallo. L'installazione immersiva di Olafur Eliasson una conclusione inattesa e liberatoria, ma anche molto adatta. Le luci al sodio monofrequenza infatti fanno apparire tutto in bianco e nero – alla fine il monocromo siamo noi.

Monochrome: Painting in black and white
Fino al 18 febbraio 2018
National Gallery, LondraF

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