Domenica

Speranza negli alieni

Scienza e Filosofia

Speranza negli alieni

Siamo soli nell’universo? Sì, di sicuro, visto che siamo soli anche su questa Terra. Gli animali liberi, allo stato selvatico, sono dei misteri, chiuso ognuno nel proprio mondo. Imbattersi in una volpe camminando per la campagna è come imbattersi in un’apparizione irreale da favola, ci si guarda per un microsecondo e si capisce che le abbiamo dato fastidio, che siamo stati classificati come non mangiabili e da evitarsi, ed è già scomparsa. Se incontrassimo un fauno o una silfide sarebbe la stessa cosa. Un ragno che vive allegramente nel suo ecosistema, non sa neppure che esistiamo, penserà che ci sono nell’universo forze misteriose che ogni tanto spazzano via le ragnatele, una scocciatura, bisogna far tutto da capo; è comunicazione? non credo. Gli insetti, che ci assomigliano molto (hanno le gambe, gli occhi, respirano ossigeno), non hanno la minima considerazione di noi, e però su questa terra sono in maggioranza; zanzare, zecche, pulci ci apprezzano, ma come noi apprezziamo un ananas, col quale abbiamo poche possibilità di chiacchierare. Una gallina forse appena un po’ comunica, perché è addomesticata, cioè abituata alla nostra presenza, penso ci considerino dei coglioni, che perdono per strada il becchime di cui approfittano, se potessero ci riderebbero dietro, non hanno capito che noi le mangiamo, cioè tra noi e le galline c’è un totale fraintendimento, che neppure può essere chiarito. Come c’è un totale fraintendimento col cane e col gatto, che sono i più umanizzati, un cane pensa d’essere in un branco di cani degenerati, che si distinguono dai veri cani per l’odore; i gatti sono d’accordo con le galline, siamo dei coglioni, che però si possono ammansire, insistendo emettiamo latte o crocchette preconfezionate, o bocconi in scatola che sanno di pesce.

Riassumendo: siamo soli, non riusciamo a giocare a carte con nessun altro, neanche a dama che è semplice, neanche fare una gita in bicicletta. Un mio amico aveva allevato in casa un maialino, che era diventato un maiale, intelligente, lui diceva, più di un cane, voleva venire nel letto, pesava quasi un quintale, guardava la televisione assieme alla famiglia, ma non capiva gli sceneggiati, il telegiornale, i giochi a quiz, cioè si metteva sul divano, voleva il suo spazio, gli piaceva molto la televisione come fatto sociale, però che ci fosse un programma o un altro, primo canale, secondo canale, ballerine, politici o politologi, gli andava bene tutto, anche la TV spenta gli andava bene; sì, c’era calore animale che si trasmetteva, ma l’uomo in quanto uomo è solo. Anche il maiale in quanto maiale, si dirà. Sì, anche il maiale è solo nell’universo, solo che lui crede siano tutti un po’ maiali a questo mondo, ad esempio quel maiale aveva fatto amicizia col cane, e lo stimava abbastanza maiale, il cane a sua volta lo riteneva una specie di cane, e provava a montarlo. Era un equivoco. Per la verità i cani non hanno le idee chiare nel campo sessuale, questo è dovuto all’addomesticamento, che li ha molto confusi.

Nonostante ciò dicono che su un altro pianeta potrebbe essere stato selezionato un essere dotato di intelligenza, cioè che saprebbe giocare a carte, a dama; ma sarebbe un po’ come se i maiali sperassero di trovare altri maiali su un altro pianeta. Perché dovrebbero sperarlo? a loro bastano quelli che ci sono già. E anche noi uomini in fondo non ci spinge la speranza di trovare un essere identico a noi, con due gambe, due braccia, due occhi (anche tre eventualmente non farebbe una gran differenza, come non fa differenza tra noi uno che ha perso un occhio in guerra, gli si dà il posto in autobus), non cerchiamo solo uno che sappia giocare a dama eccetera. Sì, diremmo: buongiorno, come va? incredibile … uguale a noi! … e saremmo un po’ delusi dal fatto che l’universo, ovunque sia, produce l’uomo, come produce stelle, stelle di neutroni, stelle in fase gialla, comete, supernove, e poi idrogeno, elio, carbonio eccetera. La verità è che vorremmo fare un salto in avanti gratis. Prima pensavamo ai santi e ai miracoli, cioè ai loro superpoteri; che dal cielo qualcuno ci proteggesse e si facesse anche pagare poco: un po’ di preghiere, qualche candela al santo X, e uno guariva, spendendo meno che da uno specialista, pur essendo un intervento privato, al di fuori dell’assistenza mutualistica. In cielo adesso è subentrata la speranza negli extraterrestri, che ci forniscano tecnologia avveniristica, anche eventualmente una medicina paragonabile a quella dei santi, anche eventualmente l’immortalità, che anche i santi in una certa misura ci potevano dare, ma era un’immortalità non totale, solo lo spirito. Certo! meglio che niente, trasferirci lassù un po’ esangui, non si capiva a fare cosa, perché i giochi, le carte, la dama, gli scacchi sono vietati; in contemplazione dicevano; va beh! abbiamo già la televisione, che però ormai guardano solo gli anziani, e anche loro con la morte nel cuore; mentre a noi sarebbe sempre piaciuto continuare la nostra vita allegra, fatta di alti e di bassi, dotati di questo corpo, che però i santi non ci garantivano; sì, la resurrezione, tutte promesse, e se poi uno non trovava il suo corpo? in quella confusione che sarebbe stato il giudizio universale. Per cui oggi siamo passati agli alieni in quanto a fede, ma non alieni di ultima categoria, magari in forma di galline, cosa ce ne faremmo? le abbiamo già le galline. O così poveri e disgraziati che emigrano qui da noi per fare i lavori che noi non facciamo, raccogliere i pomodori, tener dietro alle stalle, lavare i vetri ai semafori. Non sono questi gli extraterrestri in cui speriamo. Occorrono extraterrestri più avanti di noi di diecimila anni, di centomila anni, immortali, magari invulnerabili, con la ricetta perché lo possiamo diventare anche noi, uno perde una gamba, si espone ai loro raggi e la gamba ricresce, uno perde un occhio, l’occhio ricresce, ad esempio ricrescono anche i capelli, folti, robusti, fine della calvizie maschile e del diradamento, questo neanche i santi c’erano riusciti nonostante le preghiere e i voti, anzi spesso erano calvi anche loro, o stempiati, o con la chierica, se uno non sa fare ricrescere i capelli, immaginiamo se lo sa fare con una gamba. Invece gli extraterrestri che incontreremo, che ci devono essere, perché se ci siamo noi, che per loro siamo extraterrestri, vuol dire che gli extraterrestri esistono, l’universo è omogeneo, si ripete ovunque, potremmo non essere soli … dunque dicevo, gli extraterrestri che incontreremo saranno più avanti, speriamo, potranno essere somiglianti a un ramarro (nella fantascienza ce ne sono), a un cactus, a un millepiedi, o avere forme elusive, come un cirrocumulo, come un laghetto d’alta montagna, per cui sarà difficile darci la mano, fare assieme una passeggiata (per questo neanche i santi facevano gite o escursioni), l’importante è che abbiano la nostra mentalità, cioè l’idea di progresso (che i santi non avevano, i santi auspicavano il ritorno alla preistoria), e poi voglia di viaggiare, conoscere, conoscere nuove persone, anche in ambito internazionale, stringere rapporti sociali, perché se al contrario gli extraterrestri fossero sedentari, ignoranti, misantropi, meglio lasciarli lassù e cercarne degli altri estroversi; è importante che siano appassionati di macchine: qual è il miglior carburante, come superare la velocità della luce, perché questo è il problema che oggi ci blocca; se superassimo la velocità della luce, prima di tutto torneremmo a casa più giovani, non ci dovremmo ibernare nei viaggi spaziali, e potremmo andare a pranzo da questi extraterrestri e a cena vengono loro, a meno che abbiano la forma del cactus per cui mangiano e bevono una volta al mese vivendo nella siccità, va beh, una volta al mese si potrebbe mangiare assieme, e poi via, a cena su un altro pianeta.

Riassumendo: speriamo di non essere soli, speriamo che gli altri non siano evoluti dal cactus, speriamo che anche loro ci cerchino avendo noi la velocità della luce come limite, speriamo non restino delusi, ad esempio dai nostri sistemi di riproduzione, che sono farraginosi, portano via molto tempo, sono animaleschi, peggio! sono una vergogna per esseri dotati di matematica e scienze, i santi si sono allontanati per questo; la spinta alla riproduzione ha dato luogo a tante maniacalità: onanismo, esibizionismo, feticismo, sadomasochismo, commercio di mutande usate, pissing, bondage, vibratori a pila, protesi erettili, coprofagia … come spiegare a un extraterrestre in forma di cactus un esibizionista che va davanti alle scuole e si apre l’impermeabile? mentre le mamme gridano al delitto sessuale. Chiederanno: è questo il sistema vostro? Difficile da far capire: no, questa è una variante di minoranza che non è fertile. Non vorrei che anche gli extraterrestri snobbassero il sistema solare per le nostre arcaiche sedimentazioni. I santi se ne sono già andati su un altro pianeta più ragionevole, dove esercitano in pace. Speriamo che la Terra non sia una bolla messa al bando per indegnità, e pullulino ovunque altrove gli alieni con grandi mezzi spaziali. Se non sbaglio le missioni su Marte hanno sempre cercato di farle fallire. È per via delle nostre perversioni sessuali diffuse anche via internet?

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