Domenica

Salvador Dalí e Marcel Duchamp, due provocatori a confronto

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Salvador DalÝ e Marcel Duchamp, due provocatori a confronto

La storia di un'improbabile e poco nota amicizia tra Salvador DalÝ e Marcel Duchamp: questa l'originale mostra della Royal Academy, che rivela per la prima volta i profondi legami artistici e personali tra i due grandi provocatori del Ventesimo secolo.

Duchamp, fondatore dell'arte concettuale, era cerebrale e profondo, con uno stile di vita frugale. DalÝ, surrealista stravagante, era irrimediabilmente narcisista, sempre all'inseguimento della ricchezza. Duchamp ha condotto per tutta la vita una crociata contro la commercializzazione dell'arte, mentre DalÝ Ŕ diventato il pi¨ commerciale degli artisti.

Erano due persone diverse per temperamento ma unite dal desiderio comune di trasgredire, di rompere gli schemi e di ripensare radicalmente il ruolo e la funzione dell'arte. Erano anche due veri amici che condividevano tante cose - dal senso dell'umorismo all'interesse per l'eros passando per la passione per gli scacchi – sempre con grande rispetto l'uno per il talento dell'altro.

Una serie di foto d'epoca e di lettere rivela l'amicizia durata decenni tra i due, dal primo incontro a Parigi all'inizio degli anni Trenta alle vacanze insieme in Spagna ogni estate fino alla morte di Duchamp nel 1968. La collaborazione artistica Ŕ stata altrettanto duratura, da quando avevano creato insieme una sala per la mostra del Surrealismo Internazionale a Parigi nel 1938 (ricreata in una sala della Royal Academy) alla collaborazione a Etant DonnÚs, l'ultima installazione segreta dell'artista francese finita nel 1966.

Le sale sono una gioia per gli occhi, una rassegna delle opere pi¨ note di entrambi. C'Ŕ la Ruota di bicicletta del 1913 e “Fontana”, in realtÓ un orinatoio, di Duchamp del 1917 (giudicata l'opera pi¨ influente del Ventesimo secolo), quando l'artista aveva abbandonato la pittura e andava esplorando il significato dell'arte “scegliendo” un oggetto invece di crearlo. C'Ŕ soprattutto il suo capolavoro, la celebre e ancora oggi enigmatica “Il grande vetro, o la sposa messa a nudo dai suoi scapoli”, definita da Duchamp una fusione di arte e scienza e descritta da AndrÚ Breton come una risposta al mondo moderno e al tempo stesso un addio alla civiltÓ.

DalÝ invece, passata la fase della sperimentazione surrealista – in mostra c'Ŕ il suo telefono con la cornetta a aragosta del 1938 – non abbandon˛ mai la pittura figurativa. Per quanto puerili possano sembrare i suoi capricci e il suo auto-proclamarsi un grande genio, non ci sono dubbi sul sua virtuosismo di pittore. La mostra presenta alcuni dei suoi quadri pi¨ celebri, come il Cristo sulla croce del 1951 con la sua straordinaria prospettiva.

DalÝ/Duchamp
Fino al 3 gennaio 2018
Royal Academy, Londra
www.royalacademy.org.uk

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