Domenica

René Goscinny, una mostra per il creatore di Asterix

  • Abbonati
  • Accedi
fumetto

René Goscinny, una mostra per il creatore di Asterix

Si può fare la rivoluzione, in giacca e cravatta? Sì, Par Toutatis! Il celebre monito, che inaugura la serie di Asterix, racconta una efficace sintesi dei sentimenti che hanno animato il suo creatore, scomparso quarant'anni fa. Lui era il grande scénariste René Goscinny; il sentimento, una curiosa sintesi di stupore, ira, resistenza e, naturalmente, l'ironia. “Un maestro di humour, intelligenza e finezza”, secondo Catherine Ringer, coreografa, ballerina e attrice pornografica negli anni '70, chiamata a omaggiare Goscinny per l'exhibition Au-delà du Rire, voluta dall'Institut René Goscinny e ospitata fino al 4 marzo prossimo dal Musée d'art et d'Histoire du Judaisme di Rue du Temple, 70 a Parigi, ospitato dall'Hôtel de Saint-Aignan nel cuore del Marais (lo storico quartiere ebraico ortodosso della Capitale), con un piacevole percorso di scoperta a matrioska (civile, culturale, esistenziale), che naturalmente rivela attraverso oltre 200 opere esposte (tra cui meravigliosi bozzetti, lettere, copertine, documenti privati e inediti) la radice ebraica, cosmopolita e in qualche modo anarchica dell'autore. Al termine di questo viaggio nelle ossessioni di un sognatore con i piedi per terra, si uscirà con la risposta alla domanda fondamentale: come nasce una bande dessinée?

Parigi celebra e ricorda un eroe francese ed europeo con una seconda retrospettiva, dedicata (anche qui fino al 4 marzo prossimo) a Goscinny dalla Cinématheque francaise: per tutto l'inverno, sarà possibile rivedere i quattro lungometraggi di animazione scritti dal papà di Asterix, oltre a soggetti e sceneggiature per la televisione e il cinema. Che rivelano una sorpresa: più delle saghe della vecchia Europa, Gonscinny fu ispirato, in tutta l'opera editoriale e cinematografica, da Walt Disney e dal regista western John Ford (in particolare, dalla trilogia sulla cavalleria).

Nato a Parigi nel 1926 da genitori ebrei provenienti dalla Polonia, Goscinny ha attraversato errori, orrori e speranze del ‘900, osservandoli nella città in cui succedeva (quasi) tutto, ma anche da New York e Buenos Aires; la sua vita è un affresco del Secolo breve. Goscinny è stato anche autore di Lucky Luke, inventore del Petit Nicolas e, su Le Journal de Tintin, animatore di innumerevoli personaggi (tra cui il Signor Spaghetti). Ma il rivoluzionario in giacca e cravatta è stato anche sindacalista (fondò con Uderzo, nel 1955, il sindacato per illustratori EdiPress/EdiFrance, una sorta di cooperativa che lasciva agli autori la proprietà delle loro opere, creandosi inimicizie tra gli editori) con il sogno di portare al cinema i suoi personaggi, con gli studios Idéfix, che fondò con l'amico per creare e produrre nel 1976 Le dodici fatiche di Asterix e poi l'anno dopo la morte di Goscinny, nel 1978 (anno della chiusura degli studios) “Lucky Luke e La ballata dei Dalton”. Dunque, queste due retrospettive a lui dedicate sono l'occasione per fare un viaggio nella parte migliore dell'epoca dei totalitarismi, della costruzione dell'Europa e della storia della letteratura popolare del ‘900.

E per ricordare che Goscinny non fu solo l'autore (insieme al franco-italiano Uderzo) delle bande dessinées di Asterix, la saga illustrata di maggior successo della storia (recentemente arricchitasi del 37° episodio, tutto dedicato a un voyage en Italie), ma lo storytreller di un mondo che animò dalla prospettiva chi di osserva. Si può fare la rivoluzione, senza farne parte. Anche partendo da un villaggio dell'Armorica.

© Riproduzione riservata