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Pompei, crollo alla Casa della Caccia ai Tori: ecco le immagini…

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gli effetti del maltempo

Pompei, crollo alla Casa della Caccia ai Tori: ecco le immagini esclusive

Il crollo alla Casa della Caccia ai Tori
Il crollo alla Casa della Caccia ai Tori

A pochi giorni dall’arrivo del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, previsto per sabato 23 dicembre alle ore 11, a Pompei tornano i crolli. Stavolta è toccato a un muro della cosiddetta Casa della Caccia ai Tori, edificio situato alla Regio VI, Insula 16, Civico 28, noto per la presenza di una decorazione raffigurante tori.
Tra le possibili cause del cedimento, verificatosi in questi giorni, non è difficile rintracciare gli effetti del maltempo: dopo un’estate e un autunno piuttosto secchi, si è passati a un inverno umido, con piogge e, negli ultimi giorni, anche gelate. Con sbalzi che hanno messo a dura prove la struttura.

Quanto di peggio possa verificarsi per la tenuta di un bene archeologico. La Casa della Caccia ai Tori, passata per mani diverse dall’età sannitica a quella imperiale, al suo interno ha un pavimento di cocciopesto con un mosaico che raffigura due quadrupedi stilizzati e una cisterna. Resta ancora tutto da valutare se i crolli abbiano o meno interessato quest’ultima.

Già nei decenni scorsi, come si evince dalla fotografie in circolazione sul web risalenti ai primi annni Duemila, la Casa della Caccia ai Tori era stata interessata da lavori di messa in sicurezza. Che, a quanto pare, non sono bastati a prevenire l’ultimo crollo. Come dire: nonostante il Grande progetto co-finanziato dall’Unione europea, il tema ai piedi del Vesuvio spesso e volentieri resta quello della manutenzione ordinaria.

Solo nelle ultime ore la Soprintendenza archeologica di Pompei ha preso visione del crollo che, fino a questa mattina, non era stato neanche segnalato dal personale preposto. Dopo i primi rilievi risulta che il cedimento riguarderebbe una porzione di muro di circa un metro e mezzo distaccatasi anche a causa del vuoto sottostante della cisterna. L’intonaco - a quanto si apprende - non sarebbe stato danneggiato. Il soprintendente Massimo Osanna minimizza: «Non ci sono danni archeologici perchè il muro è intatto e si può ricollocare in sito». Le immagini disponibili sembrano raccontare un’altra storia.

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