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«Dunkirk» e gli altri: i 10 migliori film del 2017

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Cinema

«Dunkirk» e gli altri: i 10 migliori film del 2017

Una scena dal film “Dunkirk”
Una scena dal film “Dunkirk”

L'anno solare volge al termine e per gli appassionati è tempo di classifiche: tra le tante, dagli album musicali ai libri, non può mancare una graduatoria dei migliori film usciti nel corso del 2017. Ecco la nostra top 10 delle pellicole proposte nelle sale italiane da gennaio a dicembre:

Dunkirk di Christopher Nolan – Uno dei film di guerra più belli e importanti del nuovo millennio è secondo noi il titolo più significativo del 2017. Al centro c'è la miracolosa evacuazione di Dunkerque (Dunkirk è il nome britannico), città portuale francese teatro di un episodio fondamentale della Seconda guerra mondiale. Al suo primo lavoro dedicato a un fatto storico, Christopher Nolan non cambia il suo stile e costruisce un perfetto meccanismo a orologeria in cui è il tempo il grande protagonista: dal continuo ticchettio sonoro alla divisione temporale in tre parti, la pellicola trasmette al meglio l'angoscia di una situazione claustrofobica e disperata, giocando con la suspense e con un montaggio calibrato al millimetro. Un'opera maestosa, da vedere e rivedere.

Loveless di Andrey Zvyagintsev – Un grande film sulla Russia di oggi, incentrato sulla sparizione di un ragazzino di dodici anni i cui genitori si sono separati da poco. Potente metafora della nazione che racconta, il film descrive un Paese completamente disorientato, costantemente sull'orlo di una crisi, politica o familiare che sia. Incorniciato da due sequenze di grande potenza, è una lezione di regia firmata da uno dei nuovi maestri del cinema europeo, Andrey Zvyagintsev. Meritatamente premiato al Festival di Cannes, è anche tra i favoriti per l'Oscar al miglior film straniero.

Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve – Il miracolo compiuto dal canadese Denis Villeneuve è quello di essere riuscito a dare vita a un notevolissimo sequel di uno dei massimi capolavori della fantascienza sul grande schermo. Quello che rischiava di essere un semplice tentativo di far rivivere il fascino di un film cult, si rivela invece un progetto ambizioso e coraggioso, moderno e attuale, magnificamente valorizzato dalla fotografia di Roger Deakins. Al botteghino ha fatto flop, ma merita di essere rivalutato al più presto anche dal pubblico.

Silence di Martin Scorsese – Scorsese continua a non sbagliare un film e il suo ultimo «Silence» è l'ennesima dimostrazione di un talento che appare inesauribile. Ambientato nel Giappone del 17esimo secolo, ha per protagonisti due giovani preti gesuiti arrivati in terra nipponica per ritrovare un loro mentore che sembra scomparso. Opera di grande fascino e dotata di sequenze sublimi, è una potente riflessione sulla spiritualità, sempre più coinvolgente col passare dei minuti. Notevolissimo.

La La Land di Damien Chazelle – Uno dei film più popolari e commoventi dell'anno è il musical di Damien Chazelle, che ha emozionato gli spettatori di tutto il mondo. È un grande omaggio alla storia del genere, capace però di guardare anche al futuro, un film nostalgico e moderno allo stesso tempo, che ci ha fatto ballare e piangere.

Jackie di Pablo Larraín – Anticonvenzionale biopic su Jackie Kennedy, il film si concentra sui giorni che sono trascorsi tra la morte del marito John Fitzgerald e il suo funerale. Dopo «Neruda», altro bellissimo lungometraggio che è stato presentato all'ultimo Festival di Cannes, Larraín racconta con il suo stile inconfondibile un'altra icona del ventesimo secolo: le immagini si uniscono magnificamente alle musiche, i dialoghi sono scritti con grande cura e la narrazione segue traiettorie sempre originali e mai scontate. Eccezionale prova di Natalie Portman in un ruolo che vale un'intera carriera.

La tartaruga rossa di Michael Dudok de Wit – Difficilmente chi ha visto questo magnifico film d'animazione se l'è dimenticato al termine della visione, perché «La tartaruga rossa» è un'opera unica e di enorme spessore, completamente muta e valorizzata da una serie di immagini di straordinaria forza visiva. È la storia di un naufrago che finirà su un'isola dalla quale non riuscirà a scappare: di più non si può dire di questo film ricco di colpi di scena e dotato di un finale commovente come pochi.

Coco di Lee Unkrich – Altro film d'animazione da citare è l'ultimo gioiello della Pixar, il tenerissimo «Coco», storia di un ragazzino che sogna di diventare un musicista andando contro alle regole imposte dalla sua famiglia, che lo vorrebbe come nuovo calzolaio pronto a lavorare insieme ai suoi cari. Capace di toccare corde emotive profondissime, «Coco» è un grande film sulla vita e la morte, dotato di un incipit memorabile e di sequenze visionarie che rimangono impresse a lungo al termine della proiezione.

Dopo l'amore di Joachim LaFosse – Film sul divorzio, ambientato (quasi unicamente) tra le mura domestiche della famiglia protagonista, «Dopo l'amore» è una grande lezione di regia e, soprattutto, di scrittura. Le dinamiche psicologiche e relazionali che si instaurano sono credibili, i dialoghi sempre intensi e gli attori eccellenti. Il belga Joachim Lafosse non era mai stato così bravo a gestire i tempi di montaggio e una materia così delicata. Straordinaria la sequenza in cui i genitori e le figlie ballano insieme in casa, ma anche il finale è da pelle d'oca.

Scappa – Get Out di Jordan Peele – Horror-thriller politico di notevole spessore, «Scappa – Get Out» (opera prima di Jordan Peele) è una sorta di «Indovina chi viene a cena?» aggiornato e inquietante, abile nel parlare di razzismo con una forza davvero impressionante e con metafore ben calibrate. Coinvolgente e capace di trasmettere una tensione costante dall'inizio alla fine, è una pellicola che riesce anche a stemperare i passaggi più angoscianti con sottile ironia e con inserti che non si prendono troppo sul serio. La sorpresa dell'anno.

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