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Emoziona e commuove «Coco», una meraviglia per tutta la famiglia

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Emoziona e commuove «Coco», una meraviglia per tutta la famiglia

L'animazione è ancora protagonista nelle sale: dopo «Ferdinand», uscito la scorsa settimana, in questo weekend è il turno dell'attesissimo «Coco», ultimo gioiello della Pixar. I creatori di «Ratatouille» e «Inside Out» hanno dato vita a un altro bellissimo tassello del mosaico iniziato nel 1995 con «Toy Story». Ambientato in Messico durante il Giorno dei morti, ha come protagonista Miguel, un ragazzino che vuole diventare musicista, andando contro alla tradizione di famiglia che lo porterebbe a diventare un calzolaio.

Disposto a tutto pur di coronare il suo sogno, si caccerà in un brutto guaio dopo aver provato a prendere in prestito la chitarra del defunto Ernesto de la Cruz, massima icona canora del suo paese.
Diretto da Lee Unkrich (autore dell'altrettanto meraviglioso «Toy Story 3»), «Coco» è un coloratissimo e appassionante omaggio alla cultura messicana, al legame fortissimo che c'è nel paese centramericano con il mondo dei defunti e alle tradizioni familiari.

Una scena del film «Coco»

Magico e lugubre allo stesso tempo, «Coco» è un lungometraggio che tocca corde emotive profondissime, riuscendo a commuovere in diverse sequenze con la semplicità che da sempre contraddistingue i lungometraggi della Pixar.
Ma «Coco» è anche un intenso racconto di formazione, con protagonista un ragazzino pronto a ribellarsi alla sua famiglia, ma che poi scoprirà l'importanza dei legami di parentela con i propri antenati e i propri cari, tanto da essere lui il vero collante tra due mondi – quello dei vivi e quello dei morti – che riuscirà a rendere ancora più uniti. Visivamente notevole e ricco di colpi di scena ben assestati, «Coco» è in conclusione uno dei film d'animazione più belli dell'anno e uno dei titoli da non perdere durante queste vacanze natalizie.

Una scena del film «Napoli velata», di Ferzan Ozpetek

Meno riuscito è invece «Napoli velata», l'ultimo film di Ferzan Ozpetek con Giovanna Mezzogiorno. L'attrice veste i panni di Adriana, una ragazza che passa una notte di ardente passione con Andrea, un uomo appena conosciuto. I due si danno subito un altro appuntamento, ma qualcosa va storto e Andrea non si presenta. Per Adriana sarà l'inizio di un'indagine che potrebbe cambiare la sua vita. A pochi mesi di distanza da «Rosso Istanbul», Ozpetek torna in sala con un melodramma con venature erotiche, che ha la città di Napoli come assoluta protagonista. Lo scenario partenopeo ha grande fascino, ma Ozpetek mette troppa carne al fuoco mescolando la narrazione con elementi gialli e thriller non sempre ben calibrati. Inizialmente può intrigare, ma col passare dei minuti si perde interesse per la vicenda raccontata e si sente il peso di un'evidente prolissità di fondo.

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