Domenica

«Rebels girls», atto secondo

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«Rebels girls», atto secondo

  • –Eliana Di Caro

«Un anno fa, nel nostro piccolo appartamento di Los Angeles, abbiamo acceso un fuoco attorno al quale poter raccoglierci per raccontarci nuove storie. Vi siete unite a noi. Avete invitato i vostri amici e portato le vostre speranze, le vostre frustrazioni, coraggio e paura, debolezza e forza. Il fuoco è diventato più grande. La famiglia è cresciuta. Questo è ciò di cui Le storie della buonanotte per le bambine ribelli 2 è fatto (...) Quando appoggiate la testa sul cuscino dopo aver letto una o tre di queste storie, sappiate che siete sedute attorno al fuoco con centinaia di migliaia di altre ribelli che, come voi, sono in cammino»: così Francesca Cavallo ed Elena Favilli presentano il secondo volume con altre cento vite di donne che in 42 Paesi di tutto il mondo si sono distinte per la personalità, il talento, il coraggio, centrando i loro obiettivi.

Il libro, appena pubblicato negli Stati Uniti, arriva dopo il successo planetario del precedente (che, «mentre leggete, è sulla strada di circa un milione di persone», scrivono ancora nella prefazione) tradotto in 39 lingue - in Italia da Mondadori - e realizzato grazie a una raccolta fondi record su Kickstarter con l’iniziale traguardo di 40mila dollari. La cifra finale è stata di 675mila dollari piovuti da 13.454 donatori in un mese. “Numeri che voi umani...”, si sarebbe portati a pensare, se non fosse che per questo secondo volume sono già stati superati: parliamo di 866mila dollari giunti da una vera e propria comunità di appassionati di «rebel girls» che si è andata costituendo globalmente, che sollecitava nuove storie e ne suggeriva, anche.

Le autrici, italiane trasferitesi in California dal 2012, sono le prime interpreti di quel che scrivono: il loro progetto di pubblicare dei libri per bambini non si concretizzava perché gli interlocutori, sempre maschi, ne ostacolavano per qualche ragione le iniziative. Di qui l’idea del crowdfunding: quando si crede davvero in qualcosa non ci si ferma. Proprio come è accaduto alle donne raccontate anche in questo secondo volume, e disegnate da 50 illustratrici.

Scienziate e poetesse, ballerine e attiviste, cantanti e matematiche, regine e politiche, e ancora atlete, spie, attrici e molto altro: il mosaico è completo, copre geograficamente e professionalmente in modo trasversale la nostra società dall’antichità ad oggi (si potrebbe discutere all’infinito su alcune scelte: quanti nasi si storceranno dinanzi ad Angela Merkel? Quanti sguardi perplessi si poseranno su Madonna?). Si incontra la biochimica cecoslovacca Gerty Cori, la prima donna a vincere il Nobel per la Medicina (1947) con il marito Carl per le loro scoperte sul glucosio, fondamentali per la cura del diabete. O Billie Jean King, la tennista americana che dopo una feroce battaglia riuscì a imporre la parità nei premi tra maschi e femmine. O Sophie Scholl, la giovane tedesca che fondò assieme ad altri il movimento della Rosa Bianca contro il nazismo, incurante delle conseguenze. «Furono arrestati, processati e condannati a morte, ma il loro esempio ispirò gente di tutto il mondo a combattere per la libertà», scrivono le autrici.

Che dire di poter cominciare a parlare alle bambine (e ai loro fratelli) di Wisł awa Szymborska e dei suoi versi, di poter spiegare che cos’è l’apartheid, “portandole” in Sudafrica attraverso la grandezza di Nadine Gordimer, ribelle per eccellenza? In Rebels girls 2 c’è una mappa del mondo dove si possono immediatamente visualizzare le provenienze delle cento prescelte. Si scopre, per esempio, che le italiane sono otto (a proposito, il volume sarà nelle nostre librerie, edito sempre da Mondadori, il prossimo 27 febbraio), tra le quali l’ex sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, ricordata per le sue coraggiose politiche di accoglienza dei migranti; la tenace schermitrice Bebe Vio, campionessa paralimpica e mondiale di firoretto; Serafina Battaglia, la prima donna a testimoniare contro la mafia dopo che le ammazzarono il figlio («tu hai bevuto il sangue di mio figlio, e perciò, davanti a Dio e agli uomini, ti sputo in faccia», disse all’assassino del suo ragazzo durante il processo, e così fece, avvolta nello scialle nero).

Alcuni testi, giocoforza, non rendono la complessità dei personaggi o della situazione nella quale sono calati. Parlando di Nadia Comaneci, ad esempio, la grande ginnasta romena che a un certo punto scappò per sfuggire al regime di Nicolae Cesausescu, si dice genericamente - dopo averne elogiato il talento - che l’autocrate romeno non le avrebbe permesso di lasciare il Paese se non per le competizioni. Non si spiega nulla, cioè, di quel che accadeva lì, della sanguinaria dittatura, dei soprusi che l’atleta subiva, degli eventi che stavano precipitando nel 1989, anno della fuga di Comaneci. Così come il ritratto dell’artista serba Marina Abramović si esaurisce quasi solo nella descrizione di una sua celebre performance, The Artist is Present, al MoMa, a New York: qualche cenno su di lei e sul suo percorso sarebbe stato utile. Ma questo “limite” è nella genesi del libro - una pagina, una illustrazione (quasi tutte molto belle) - e si può convertirlo in un invito all’approfondimento, in uno stimolo alla conoscenza dei piccoli destinatari, aiutati dagli adulti. Quel che conta è il messaggio: non esistono preclusioni, strade tracciate, destini segnati. Se si ha un sogno si può realizzare con le proprie capacità, l’impegno e la determinazione.

Vedremo se questo libro replicherà il successo del primo. Di più ha un vocabolario con una selezione di parole complicate, e un podcast che sarà lanciato a marzo: funzionano all’ascolto, anche, queste storie. Intanto, per festeggiare il milione di copie vendute del primo volume, le autrici e il loro team Timbuktu hanno donato 100mila dollari alla Fondazione di Malala Yousafzai, attivista pakistana e premio Nobel per la pace. Una ribelle della prima ora.

eliana.dicaro@ilsole24ore.com

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Francesca Cavallo, Elena Favilli,
Good Night Stories for Rebels Girls 2 , ill., Timbuktu Labs, pagg. 212, $ 35