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Frances McDormand da Oscar in «Tre manifesti a Ebbing, Missouri»

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Frances McDormand da Oscar in «Tre manifesti a Ebbing, Missouri»

Una scena del film «Tre manifesti a Ebbing Missouri»
Una scena del film «Tre manifesti a Ebbing Missouri»

Il film che ha trionfato ai Golden Globe è il grande protagonista del weekend in sala: arriva nei nostri cinema «Tre manifesti a Ebbing, Missouri», film che si è portato a casa ben quattro Golden Globe (miglior film drammatico, miglior attrice in un film drammatico, miglior sceneggiatura e miglior attore non protagonista) e che ora punta dritto agli Oscar.

Woody Harrelson e Sam Rockwell in una scena del film «Tre manifesti a Ebbing Missouri»

Tra i premiati, svetta Frances McDormand, attrice che qui interpreta Mildred Hayes, una donna che ha deciso di non rimanere in silenzio dopo la morte della figlia, stuprata mentre veniva uccisa. Le autorità non hanno ancora trovato il colpevole e, per sensibilizzare l'opinione pubblica, Mildred noleggia tre cartelloni pubblicitari sui quali lascia scritto un messaggio diretto al capo della polizia locale. La speranza è quella di ottenere finalmente giustizia.

Dopo «In Bruges» e «7 psicopatici», il londinese Martin McDonagh firma il suo terzo lungometraggio e indiscutibilmente il suo film migliore, una commedia nera che alterna efficacemente i registri toccando la farsa, il dramma e il grottesco con un equilibrio davvero notevolissimo.

Coinvolgente ed emozionante, «Tre manifesti a Ebbing, Missouri» è una potente riflessione sulla provincia americana (affrontando tematiche che vanno dal razzismo alle ingiustizie sociali), capace di far ridere e di commuovere allo stesso tempo.

La sceneggiatura è ricca di battute efficaci e di svolte narrative inattese, mentre la sinuosa colonna sonora di Carter Burwell rende la visione ancor più godibile e appassionante. Solo raramente la regia va sopra le righe, ma sono pochissime le incertezze in un prodotto quasi perfetto.

Semplicemente straordinaria Frances McDormand (merita l'Oscar), ma è non da meno il resto di un cast complessivamente in formissima: menzioni speciali per Woody Harrelson e Sam Rockwell.

Tra le novità in sala da segnalare anche «Benedetta follia» di Carlo Verdone.

Una scena del film «Benedetta follia»

Il regista e attore interpreta questa volta il proprietario di un prestigioso negozio di arte sacra e indumenti per vescovi e cardinali. Quando la moglie lo lascia, per lui inizia una tragicomica avventura alla ricerca di se stesso…

Una scena del film «Benedetta follia»

Con maggiore verve creativa Verdone torna a far (sor)ridere, con una commedia che gioca sul confine tra sacro e profano, senza quasi mai risultare volgare e puntando su un intrattenimento leggero e godibile.

I riferimenti all'attualità (e all'uso degli smartphone in particolare) sono piuttosto banali e i personaggi decisamente stereotipati, ma le soluzioni narrative sono spontanee e alcuni spunti ricordano i tempi d'oro del comico romano.

Da segnalare che la sceneggiatura è stata scritta da Verdone insieme a Nicola Guaglianone e Menotti, sceneggiatori de «Lo chiamavano Jeeg Robot» di Gabriele Mainetti.

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