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Auschwitz, cento studenti italiani sui luoghi della Shoah

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VERSO LA giornata dellA MEMORIA

Auschwitz, cento studenti italiani sui luoghi della Shoah

Un grande parallelepipedo con una voragine al centro e i nomi delle persone inghiottite da quel buco nero della materia e della storia. È l'immagine che gli studenti del liceo artistico di maratea hanno dato dell'orrore conquistando così il diritto a partire per il viaggio della memoria con visita ad Auschwitz ,organizzato dal ministero dell'istruzione dell'Università e della ricerca in collaborazione con l'Unione delle comunità Ebraiche italiane. Sul volo charter di alitalia ,decollato questa mattina destinazione Cracovia oltre 100 ragazzi a rappresentare le scuole da nord a sud: dal Giulio Cesare di Roma al liceo di Sant'Anna di Stazzema.

A bordo la ministra Valeria Fedeli, il vice presidente del consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini e Noemi Di Segni presidente dell'Unione delle comunità Ebraiche Italiane che ha collaborato con il miur per realizzare questo viaggio che , dal 21 al 23 gennaio, darà modo ai giovani di “vedere” da vicino il volto nero della shoah. Lo vedranno nella visita al campo di Auschwitz - Birkenau previsto domani e lo ritroveranno nei racconti di Andra Bucci, sopravvissuta dopo essere stata internata ad Auschwitz con la sorella quando avevano solo 4 e 6 anni. Nella tre giorni di viaggio, gli studenti potranno visitare anche il ghetto istituito dai nazisti nel 1941 nel quartiere Podgorze, i resti del Krematorium II e del campo femminile di Birkenau, l'antico quartiere di Kazimierz e la Sinagoga Tempel, dove sarà rinnovato il Protocollo d'Intesa MIUR-UCEI per promuovere percorsi didattici sulla memoria della Shoah.

Alessia 17 anni ha lasciato con gioia il suo liceo sul bel mare calabro: ci ho pensato molto e sono pronta per questa esperienza che, ne sono certa, mi cambierà la vita. Il Csm dice Legnini partecipa per una scelta convinta contro l'odio razziale e nell'ambito di un'iniziativa che annuncero ' dopo . Per Noemi Di Segni “è commovente essere qui con i ragazzi , in un viaggio di due ore, rispetto a quello lunghissimo fatto dai nostri nonni” .

Allora si andava incontro alla tortura e alla morte oggi si va verso una cultura da usare contro il “mostro” che si può nascondere ovunque. Per Ida Nicotra, ordinario di diritto costituzionale all'università di Catania questo viaggio è più che mai opportuno, in un momento in cui “sfuggono” frasi sospette messe al bando dalla nostra Carta dopo le leggi razziali. Una scuola di vita per cercare i segni della brutalità per imparare a riconoscerli”la storia cambia forma, ma la cattiveria è sempre la stessa” e la professoressa Nicotra è certa che con la nomina a senatore a vita di Liliana Segre ora c'è chi saprà individuare il virus della barbarie e aiutarci ad isolarlo”. E nella consapevolezza che la lotta contro il sonno della ragione che genera mostri la battaglia sara' lunga, la ministra Fedeli annuncia un programma di eventi sul tema per tutto l'anno. E comunica la presenza a bordo dei rappresentanti della comunità rom e Sinti. Perché l'odio ha molte facce.

E per combattere l'odio la ministra Valeria Fedeli ha siglato nella Sinagoga di Templel un protocollo d'intesa con l'unione delle Comunità Ebraiche, rinnovando la collaborazione su “memorie e didattiche della shoah “. In programma un portale e supporti didattici, allestimento di mostre itineranti e seminari nazionali. Un accordo che coinvolge anche il Csm che collaborerà nelle scuole. “Quando fu promosso l'emendamento che introdusse la parola “razza” all'articolo 3 della Carta -spiega Legnini - si ragiono' a lungo se non fosse il caso di sostiturlo con “stirpe”ma quella parola evocava fatti che non si sarebbero mai più dovuti verificare. Per questo è rimasta nella Costituzione”. Legnini ricorda un primo presidente di cassazione rimosso perché ebreo. E invitera' i giovani a partecipare all'inaugurazione dell'anno giudiziario proprio in cassazione. Perché la giustizia può molto contro la violenza , anche contro il pensiero violento. Per questo sarebbe opportuno introdurre il reato di negazionismo. Perché chi nega il male può rifarlo.

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