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Morto Hugh Masekela, dall’Afro-jazz alla battaglia contro…

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Aveva 78 anni

Morto Hugh Masekela, dall’Afro-jazz alla battaglia contro l’apartheid

Hugh Masekela (Epa)
Hugh Masekela (Epa)

C’è stato un tempo in cui il jazz è «tornato a casa», dagli Stati Uniti alla grande madre Africa. Grazie soprattutto a un uomo, Hugh Masekela, partito dal Sudafrica e presto capace di affermarsi a livello internazionale come uno dei più originali interpreti del genere. Se n’è andato oggi, a Johannesburg, all’età di 78 anni, «dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro il cancro alla prostata», fa sapere la famiglia.

Trombettista, cantante e compositore, Masekela ha iniziato a suonare il corno a 14 anni, diventando presto un esponente di spicco della scena jazz di Johannesburg con i Jazz Epistles. Negli anni Sessanta si è trasferito in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove ha collaborato con il maestro del calypso Harry Belafonte e ha usato la sua musica come strumento contro l’oppressione dell’apartheid in Sudafrica.

Nel 1968 ha scalato le classifiche internazionali con la hit Grazing in the Grass. Durante la sua carriera, ha collaborato con musicisti come Paul Simon e Herb Alpert. Per due anni è stato sposato con Miriam Makeba. Molte delle sue composizioni sono dedicate ai diritti civili in Sudafrica. La sua Bring Him Back Home, in cui si chiedeva di liberare Nelson Mandela dalla prigione, è diventata un inno internazionale per il movimento anti-apartheid. «Il contributo di Hugh e la sua partecipazione al mondo della musica, del teatro e in generale delle arti resteranno impressi nella mente e nella memoria di milioni di persone nel mondo», ha sottolineato la famiglia. Lo scorso ottobre Masekela aveva annunciato che soffriva dal 2008 di cancro alla prostata, spiegando che avrebbe cancellato tutti i suoi impegni per motivi di salute. Il dolore per la sua morte ha invaso i social media. «È crollato un baobab. Il Paese ha perso uno dei grandi architetti dell’afro-jazz, che ha elevato lo spirito della nazione attraverso la sua musica immortale», ha scritto su Twitter Nathi Mthethwa, ministro sudafricano per le arti e la cultura.

Anche il presidente sudafricano, Jacob Zuma, piange Masekela «che ha portato alta la torcia della libertà nel mondo, lottando contro l’apartheid con la sua musica e mobilitando il supporto internazionale nella battaglia per la fine della segregazione. Non dimenticheremo mai il suo contributo». Ispiratore di generazioni di musicisti, Masekela negli ultimi anni aveva collaborato con il dj house music Black Coffee e altri. «Non ho parole», ha scritto il dj su Twitter.

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