Domenica

Grammy, trionfo di Bruno Mars nella notte del #Metoo. Ecco i…

Musica

Grammy, trionfo di Bruno Mars nella notte del #Metoo. Ecco i premiati

  • –di

Il Grammy premia tutti o quasi, ma alcuni sono più premiati degli altri. Quest’anno tocca a Bruno Mars che porta a casa sei statuette su sei: album dell’anno e registrazione dell’anno, per 24 K Magic, canzone dell’anno per That’s what I like e tutti gli altri grammofonini per cui era candidato: dalla Best R&B Performance alla Best R&B Song passando per il miglior album del genere R&B.
Il cantante hawaiano si è rivelato il protagonista assoluto della 60ma edizione degli Oscar della canzone che si è tenuta questa notte al Madison Square Garden di New York, dopo 15 anni di cerimonie celebrate a Los Angeles.

Alzando al cielo l’ultima statuetta vinta, Mars ha raccontato di quando a 15 anni intratteneva i turisti: «Con questo album ho voluto ripercorrere quelle atmosfere allegre e spensierate». A inizio evento tutto portava a pensare che sarebbe stata la notte di Kendrick Lamar. Al rapper, che aveva aperto lo spettacolo trasmesso in Tv con un mix dei suoi recenti successi, è andato il primo premio assegnato: Best Music Video per Humble e il primo fra i premi della parte trasmessa in tv: Best Rap/Song Performance, per Loyalty cantata insieme con Rihanna. In ogni caso ha vinto molto anche lui, cinque premi in tutto, compresi miglior album rap, migliore canzone rap e Best Rap Performance.

Nel segno del #Metoo
Alessia Cara ha raccolto il riconoscimento come migliore nuova artista. Si tratta dell’unica donna premiata durante le tre ore e mezza di diretta. Le donne però sono state le protagoniste di molti dei discorsi di accettazione della serata, tutti incentrati sulle campagne #Metoo e Time’s up, contro le molestie e per la parità di trattamento sul lavoro. Particolarmente toccante è stata l’esibizione di Kesha che assieme a un gruppetto di colleghe, coriste d’eccezione (fra queste Cindy Lauper e Rihanna) ha cantato Praying. Lei stessa sta portando avanti una battaglia legale contro il produttore Dr. Luke per molestie. Molte delle star presenti alla serata indossavano una rosa bianca, simbolo della lotta contro gli abusi. Nella categoria pop a vincere due grammofonini è stato Ed Sheeran, che non era presente alla serata. Al cantante inglese sono andati i premi best Pop Vocal Album, con Divide, e migliore interpretazione pop, con Shape Of You.

Il testamento di Leonard Cohen
Nella categoria rock un premio è andato alla memoria di Leonard Cohen recentemente scomparso: performance dell’anno è infatti risultata essere You Want It Darker, suo 14mo e ultimo lavoro, uscito un mese prima della sua morte. Chris Stapleton ha vinto il premio Best Country Album mentre i Foo Fighters hanno riscosso il grammofonino per la migliore canzone rock, con Run. Ai War on Drugs il titolo di miglior disco rock, grazie a A Depper Understanding. Come è tradizione, la notte dei Grammy è stata un grande show, con esibizioni a ripetizione delle star: da Lady Gaga che ha dedicato Million Reasons alla zia scomparsa, suonando un pianoforte a coda coperto di piume, a Elton John che ha cantato assieme a Miley Cyrus il suo successo Tiny Dancer, gli U2 si sono esibiti su un palco sistemato sull’Hudson River, davanti alla statua della Libertà.

Il sogno sfumato di Fabrizio Poggi
Pink e Kesha hanno dedicato le loro canzoni alla lotta contro gli abusi e Sting, in onore del ritorno dei Grammy celebrati nella Grande Mela ha cantato An Englishman in New York. Luis Fonsi e il rapper Daddy Yankee hanno cantato Despacito, nominata fra le cinque canzoni dell’anno e registrazione dell’anno, ma non ha nulla. Niente da fare anche per l’unico italiano candidato, l’armonicista Fabrizio Poggi, nominato nella categoria best traditional blues album, grazie al disco Sonny & Brownie’s Last Train registrato con il cantante e chitarrista blues Guy Davis. La statuetta, per quella categoria, se la sono portati a casa i Rolling Stones con Blue and Lonesom. La storia conta.

© Riproduzione riservata