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Frida Kahlo, l’artista oltre il mito

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Milano Museo delle Culture

Frida Kahlo, l’artista oltre il mito

Frida Kahlo, Autoritratto con treccia, 1941
Frida Kahlo, Autoritratto con treccia, 1941

Le spalle reclinate su un muro, gli occhi neri penetranti di raggi, le trecce a corolla e le mani nervose a inserire fra i capelli i fiori raggianti, di un rosso di sangue, che ne resero inconfondibile la corvina capigliatura a ghirlande. In un video, con l’amatissim Diego, Frida Kahlo sorride, e molto delle sue pose civettuole e autoironiche suggerisce di lei in questo raro documento.
Poi certamente, traumi e amori contrastati, lacerazioni e sofferenze, malattia e tragedie personali hanno contribuito in maniera determinante a creare l'immaginario romantico dell'artista tormentato, sconfinando inevitabilmente in stereotipi d'ogni sorta.

Frida Kahlo, oltre il mito

E' questo il velo di Maia che da troppo avvolge Frida Kahlo, al di la del mito e di quella vera e propria “fridamania” che ha generato un sfruttamento inusitato della sua immagine e della sua biografia.

Perché Frida è ormai una figura di culto, ma a risentire dei cliché che accompagnano la sua celebrazione sono inevitabilmente il suo immaginario fantastico che attinse a piene mani alla mitologia precolombiana condensandosi in simbolismi e costruzioni ermetiche , nonché il suo ruolo artista matura e intellettuale politicamente impegnata, il suo stesso continuo asserire la “messicanità” della sua arte.

Raccontare Frida in soli termini biografici, con la presenza costante del suo ingombrante compagno Diego Rivera, è certamente limitante e per certi versi errato. La Frida del Messico postrivoluzionario interloquì a pieno titolo con le Avanguardie europee e già questo basterebbe a rendere la sua poetica e il suo universo di riferimento irriducibile a stilemi ormai sorpassati.

La mostra Frida Kahlo, oltre il mito al milanese Mudec Museo delle culture fino al prossimo 3 giugno ha il merito di sfatare molte delle ingannevoli apparenze cucite addosso con troppa leggerezza se non con l'inganno a questa artista, e lo fa presentando opere di forte impatto come il celebre Il cervo del 1946, l'Autoritratto con treccia del 1946 e L'autoritratto come Tehuana o Diego nella Mia mente del 1943 provenienti entrambi dalla The Jacques and Natasha Gelman Collection di New York, il sofferto La Colonna spezzata del 1944 dal museo Olmedo di Città del Messico e su tutti il bellissimo Autoritratto con collana di spine e colibrì del 1940, proveniente dall'Harry Ransom Center di Austin. E ancora l’imperdibile bellissimo video documentario proveniente dal George Eastman Museum e un ricco corredo fotografico, di scritti, lettere e appunti dell’artista messicana, molti per la prima volta presentati al grande pubblico.

Frida Kahlo, oltre il mito, a cura di Diego Sileo, Milano Mudec Museo delle culture fino al prossimo 3 giugno

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