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Da «L'isola dei cani» a «Unsane» , i 10 film…

Festival di Berlino

Da «L'isola dei cani» a «Unsane» , i 10 film più attesi

Don't Worry He Won't Get Far on Foot
Don't Worry He Won't Get Far on Foot

Il Festival di Berlino 2018, in programma dal 15 al 25 febbraio, presenta un cartellone ricchissimo di titoli particolarmente attesi. Ecco i dieci film imperdibili della kermesse tedesca:

L'isola dei cani di Wes Anderson – Il film d'apertura del Festival, e anche il più atteso in assoluto, è l'ultimo lavoro del regista de «I Tenenbaum» che si prepara a stupire e divertire. È il secondo lungometraggio in animazione stop-motion di Anderson dopo l'ottimo «Fantastic Mr. Fox» e le premesse per un altro lungometraggio di quel livello ci sono tutte. Potentissimo cast di doppiatori, tra cui basta citare Frances McDormand, Scarlett Johansson, Greta Gerwig, Tilda Swinton, Edward Norton e Bill Murray.

Season of the Devil di Lav Diaz – Con il suo film precedente, «The Woman Who Left», aveva vinto il Leone d'oro a Venezia. Ora il filippino Lav Diaz tenta il bis con l'Orso d'oro berlinese, essendo sicuramente tra i favoriti della vigilia. Il grande autore dallo stile elegantissimo si prepara a sorprendere con un film che dovrebbe essere una sorta di musical decisamente anticonvenzionale.

Don't Worry, He Won't Get Far on Foot di Gus Van Sant– Il regista di «Elephant» e «Milk» prende spunto dall'omonima biografia del vignettista satirico John Callahan, uomo rimasto paralizzato dall'età di 21 anni. Il protagonista sarà interpretato da Joaquin Phoenix, non nuovo a sfide attoriali estreme, ma nel cast ci saranno anche Rooney Mara e Jonah Hill. Van Sant è uno dei registi più noti del cartellone e il suo film non può che rientrare tra gli attesissimi del Festival.

Unsane di Steven Soderbergh – Soderbergh da sempre ama sperimentare, ma quest'anno ha alzato ancora l'asticella realizzando un horror girato integralmente con un iPhone. A Berlino si potrà vedere il risultato di questo lavoro e dalle prime immagini la sensazione è che il regista di «Ocean's Eleven» e «Bubble» abbia fatto centro. Protagonista è Claire Foy (l'attrice principale della serie «The Crown») nei panni di una ragazza che si sente minacciata da una presenza che potrebbe essere soltanto nella sua testa.

Dovlatov di Alexey German Jr. – Figlio d'arte, Alexey German Jr. ha fatto pochi film nella sua carriera ma ha spesso lasciato il segno, raccontando con grande spessore visivo la Russia contemporanea e le sue contraddizioni. Ambientato nel 1971, il film ripercorre quattro giorni della vita del poeta russo Sergei Dovlatov, che si trasferirà da Leningrado a Tallin: da quel momento in poi dovrà lottare per essere pubblicato dai giornali sovietici.
Un nuovo spaccato sociale in cui German critica il suo paese natale, che senz'altro susciterà interesse e discussioni.

My Brother's Name Is Robert and He Is an Idiot di Philip Gröning – Cinque anni dopo «La moglie del poliziotto», Gröning torna dietro la macchina da presa per una storia che racconta la vita di due gemelli adolescenti (un ragazzo e una ragazza) durante un'estate. Il rapporto tra i due prenderà pieghe inaspettate, tra desideri di indipendenza e un legame che non sembra possibile tagliare. È già tra i favoriti per un premio importante nel palmares del Festival.

Figlia mia di Laura Bispuri – Dopo il buon esordio con «Vergine giurata», Laura Bispuri torna in concorso a Berlino con la sua opera seconda, un altro dramma al femminile con protagoniste Valeria Golino e Alba Rohrwacher nei panni di due “madri” della stessa figlia (una è la mamma adottiva, l'altra quella biologica). L'Italia tifa per lei, anche perché potrebbe essere uno dei nomi nuovi da tenere maggiormente in considerazione nel nostro panorama cinematografico.

Damsel di David e Nathan Zellner – Più che per i nomi dei registi, è un film atteso per la coppia di attori protagonisti: Robert Pattinson e Mia Wasikowska. Si tratta di un western con risvolti da commedia, in cui Pattinson veste i panni di un pioniere che attraversa la frontiera americana per raggiungere la donna che ama. Chissà che non possa essere una delle sorprese del concorso tedesco…

Transit di Christian Petzold – Insieme a Gröning, un altro nome importante del cinema tedesco contemporaneo è Christian Petzold, autore de «La scelta di Barbara» e «Il segreto del suo volto». In questa nuova pellicola torna ancora al dramma del nazismo e al tema dell'identità perduta. Tra i protagonisti c'è Paula Beer, promessa del cinema tedesco che avevamo scoperto in «Frantz» di François Ozon.

Human, Space, Time and Human di Kim Ki-duk – All'interno della sezione Panorama ha trovato spazio l'ultimo lavoro del sudcoreano Kim Ki-duk, autore di capolavori come «Primavera, estate, autunno, inverno e… ancora primavera» e «Ferro3». Al centro di questa nuova pellicola c'è un variegato gruppo di persone che siedono su una vecchia nave da guerra. Tra i passeggeri ci sono un senatore, una coppia di sposini, una gang di criminali e altre figure a dir poco misteriose. La speranza dei fan dell'autore coreano è che il regista sia tornato ai fasti dei tempi d'oro con questo lungometraggio che si preannuncia particolarmente interessante.

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