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Sanremo, ciclone Virgina Raffaele. «La donna è mobile»…

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SANREMO, terza serata con lo share migliore dal ’99

Sanremo, ciclone Virgina Raffaele. «La donna è mobile» con James Taylor

(Ansa)
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Sorpresa doveva esserci, sorpresa c’è stata. Una sopresa di nome Virginia Raffaele: l’attrice torna sul palco di Sanremo che l’ha già vista mattatrice in due edizioni, spuntando dalla platea per interrompere Claudio Baglioni che si accingeva a eseguire una sua canzone al piano.
La gag, a livello di Auditel, ha portato molto bene la terza serata del Festival ha ottenuto in media 10 milioni 825mila spettatori con il 51.60 per cento. Un risultato notevole, che migliora anche gli ascolti dell’anno scorso, quando la terza serata del festival di Carlo Conti e Maria de Filippi, dedicata alle cover dei successi del passato (tra gli appuntamenti più amati di Sanremo), aveva fatto registrare una media di 10 milioni 421mila spettatori, pari al 49.68%. Risultato da record il 51.6% per la terza serata: bisogna risalire infatti al 1999, edizione condotta da Fabio Fazio con Renato Dulbecco e Laetitia Casta, per trovare una performance più alta (53.94%).

Quello di Virginia Raffaele è stato un omaggio a Baglioni «sex symbol» che fa impazzire le signore: «Quest’anno ci sono più milf all’Ariston che alle terme di Saturnia». Il cantautore è stato «il primo emo della storia» e ora è «ancora più bello, come il vino, ogni anno che passa invecchi». Il Claudio nazionale rappresenta «la storia del Novecento», sembra «lo zio di Gianluca Vacchi» e ha portato al festival «la sua prima fidanzatina, quella che balla con Lo Stato Sociale». Virginia Raffaele «mette in mezzo» il direttore artistico di Sanremo nel suo intervento al festival. Imita Michelle Hunziker e Ornella Vanoni («Ho visto Gino dietro le quinte, abbiamo fatto l’amore io e Gino»), poi contagia Baglioni che la imita a sua volta facendo la parodia di Belen Rodriguez che ancheggia vistosamente.

«Ho preso il biglietto a luglio perché costano meno, ho pensato: così me lo vedo tranquilla vicino al direttore generale, mi addormento tra le braccia di Orfeo», scherza la Raffaele, elegante in lungo nero con i ricami color argento. Poi soffia sul ciuffo di Baglioni, per spettinarlo un po’, e ironizza sulla sua età. «Sai che hai di bello? Sei giovanile, sarà l’esperienza, la sicurezza, ma come scendi le scale da solo! Lo sapevo che era giusto farti fare Sanremo: il mare ti fa bene alle ossa, hai ripreso vita, stai bene». E ancora: «Sei bello, sei sempre stato bello, ve lo ricordate una volta, con quei capelli da Oprah Winfrey? Ho visto tutte le tue cose sulle Teche Rai, eri così moro e intenso, smunto, bianco, sei stato il primo emo della storia. Ora sei ancora più bello, sei come il vino, ogni anno che passa invecchi. Lasciati fare i complimenti. Certo, ora c’è Favino, è bello e bravo, ma vogliamo mettere? Qui abbiamo la storia del Novecento». L’attrice ironizza anche sulla formula del festival: «Tutti ti stanno omaggiando: la Rai ti ha dato il festival, Mediaset la badante svizzera, è bravissima», e imita Michelle: «Siete
meravigliosi, fantastici, Tomaso mi manca, sono 20 minuti che non lo vedo». Questo Sanremo «piace anche ai politici, sai che ce n’è uno in platea? Finalmente è venuto, dopo tre anni che conduceva un uomo di colore», dice alludendo a Matteo Salvini e a Carlo Conti. «Ci sono gli omaggi agli artisti di un tempo, Endrigo, Bacalov, Battisti, Baglioni... Non vedo l’ora di vedere Mina, ho visto già Red Canzian che sembrava vero, evviva il Sanremo della musica di Claudio Baglioni». Il finale, esplosivo, è il duetto swing sulle note di Canto (anche se sono stonato).

Il duetto coi Negramaro su Poster
Pochi minuti più tardi irrompono sul palco i Negroamaro. Dopo aver proposto Mentre tutto scorre e La prima volta, il front leader Giuliano Sangiorgi paga pure lui tributo al direttore artistico del Festival duettando con lui sulle note di Poster, con un arrangiamento rivisitato per l’occasione. «Sono nato con i 45 giri, c’era Questo piccolo grande amore e mia madre e mio padre si innamorarono così», racconta Sangiorgi. «Mi sono accorto che ho amato la musica per colpa di Baglioni. Mio padre, che non c’è più, suonava il piano, poche volte, ma quando lo faceva suonava una canzone tua». Poi invita al prossimo Baglioni che risponde: «Prometto». E alla fine è standing ovation.

James Taylor, «la donna è mobile»
L’ospite più atteso, uno tra i pochissimi internazionali di questa edizione, ècomunque apparso intorno alle 23.30. Il folksinger americano James Taylor, chitarra acustica in braccio, si è prodotto in un ri-arrangiamento del tema de La donna è mobile, dal Rigoletto di Giuseppe Verdi. Qualche ricordo della sua giovinezza e di Sanremo («Quando ero a Londra per realizzare il mio album d’esordio con la Apple qui in Italia c’era Sanremo, già era grande»), quindi esegue la hit Fire and rain e, raggiunto da Giorgia sul palco, si produce in un suggestivo duetto per You’ve got a friend di Carol King, di sicuro tra i momenti più alti di questa edizione.

A mezzanotte gli omaggi convergono sulla storia della canzone italiana. Baglioni viene raggiunto sul palco dal pianista Danilo Rea e da Gino Paoli, per eseguire insieme La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De André e Il nostro concerto di Umberto Bindi, quindi Una lunga storia d’amore dello stesso Paoli.

L’esordio «live»
La terza puntata del Sanremo di Claudio Baglioni si è aperta con il cantautore romano che, chitarra elettrica in braccio e giacca coreana nera sbottonata su camicia bianca, corre sul palco dell’Ariston eseguendo Via con l’orchestra della Rai a sostegno. Pubblico in piedi, atmosfera degna dei suoi concerti e il dittatore artistico dichiara «aperta la terza serata del festival di Sanremo». Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino possono così introdurre la seconda tranche del concorso delle Nuove proposte. Che si conclude con queste gerarchie, determinate dalla giuria demoscopica: primo Mudimbi (Il Mago), secondo Ultimo (Il ballo delle incertezze) terza Eva (Cosa ti salverà), quarto Leonardo Monteiro (Bianca).

La graduatoria dei Campioni
Il concorso dei Campioni si apre con l’esibizione di Giovanni Caccamo, alle prese con la ballad minimale Eterno e soprattutto con lo Stato Sociale del tormentone Una vita in vacanza con l’ormai popolarissima «vecchia che balla» che sta all’edizione 2018 di Sanremo come la «scimmia nuda» di Gabbani stava a quella del 2017. Ovazione dell’Ariston. Quindi toccherà a Luca Barbarossa con la popolaresca Passame er sale. e a Enzo Avitabile e Peppe Servillo con Il coraggio di ogni giorno. La proposta di Max Gazzè, La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, si conferma tra le più ambiziose e originali di questa edizione. Non si può dire lo stesso della reunion poohista Roby Facchinetti-Riccardo Fogli (Il segreto del tempo). Riecco anche l’accoppiata Ermal Meta-Fabrizio Moro con la canzone Non mi avete fatto niente, caso di Sanremo 2018. Noemi (Non smettere mai di cercarmi) nell’inchino al pubblico si produce nell’antica arte della «scollatura galeotta» che a Sanremo rese celebre Patsy Kensit. Trascinante il pop percussivo di The Kolors che si ispirano alla grande Frida. Chiude il parterre Mario Biondi con la sofisticata ballad pianistica Riverderti.
A fine serata è stata diffusa l’ormai tradizionale graduatoria per fasce di gradimento dei dieci cantanti che si sono esibiti, ieri espressione della sala stampa. In fascia blu, quella alta, Max Gazzè, Lo Stato Sociale, Meta e Moro. In gialla, quella intermedia, The Kolors, Luca Barbarossa, Avitabile e Servillo. In rossa, quella bassa, Facchinetti & Fogli, Mario Biondi, Giovanni Caccamo e Noemi.

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