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L’enciclopedia della vita di Andreas Gursky

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L’enciclopedia della vita di Andreas Gursky

La Hayward Gallery festeggia i suoi cinquant'anni sulla South Bank londinese con una grande retrospettiva dedicata al fotografo tedesco Andreas Gursky. Gli ampi spazi della galleria, che riapre con questa mostra dopo due anni di lavori di ristrutturazione, sono perfetti per le monumentali immagini di Gursky, mentre i muri di cemento grezzo tipici dell'architettura brutalista del complesso sono lo sfondo ideale per esibire al meglio le foto ricche di colore e di dettagli dell'artista.
La mostra non è organizzata in ordine cronologico ma presenta 68 opere realizzate da Gursky dal 1984 a oggi, con otto nuove foto che vengono esibite per la prima volta. L'artista ha sempre mostrato un interesse per il funzionamento e gli eccessi del capitalismo globale, con immagini memorabili che vanno dalle foto prese dall'alto della Borsa di Chicago o di Tokyo a immagini degli sterminati depositi automatizzati di Amazon o degli altrettanto enormi grandi magazzini americani.

In queste ultime foto non c'è presenza umana, solo file e file di scaffali e di merci che sottolineano il senso di desolazione di questi luoghi. Quando gli esseri umani sono presenti, sono spesso anonime, minuscole formiche che sembrano agitarsi incessantemente e inutilmente, come in “Nha Trang”, l'immagine dall'alto di una fabbrica vietnamita che produce mobili per Ikea.
In alcuni casi, come ha spiegato lo stesso Gursky all'inaugurazione della mostra, eventi di cronaca lo hanno portato a tornare al suo archivio e ristampare immagini del passato che ora hanno una nuova rilevanza. E' il caso ad esempio delle foto delle parate di Stato in Corea del Nord, un caleidoscopio di colori che crea forme astratte di fiori, e lascia a chi le guarda le riflessioni sul loro significato.

Secondo Ralph Rugoff, il direttore della mostra e della Hayward che è anche stato appena nominato direttore della Biennale di Venezia 2019, Gursky “ha cambiato il vocabolario della fotografia in tanti modi diversi” e ha dimostrato che una foto è un'opera d'arte tanto quanto un quadro o una scultura.
Il mercato sembra concordare: le foto dell'artista tedesco sono contese all'asta. Una, “Rhine II”, presente in mostra, nel 2011 ha battuto ogni record per una foto quando è stata venduta per 4,3 milioni di dollari. “Rhine II” con le sue forme geometriche e la sua composizione impeccabile sembra un quadro astratto, come “Bahrain 1”, l'immagine composita di un circuito di Formula 1, e molte altre immagini di Gursky.

Gursky ha sempre usato il collage, ha sovrapposto e assemblato immagini diverse per creare la foto desiderata e ora utilizza le nuove tecnologie digitali per manipolare le immagini, continuando la tradizione di sperimentazione e innovazione della fotografia fin dai suoi inizi nell'Ottocento. Le sue foto gigantesche – di 10 o 12 metri quadri – in alta definizione, hanno una qualità cinematica.

In altri casi l'artista “inventa” la storia con una finta foto, o meglio un assemblaggio di immagini diverse, come in “Review”, l'immagine di Angela Merkel e altri tre ex cancellieri tedeschi – Helmut Kohl, Gerhard Schroeder e Helmut Schmidt – che hanno governato la Germania negli ultimi 45 anni, visti di spalle di fronte a un quadro astratto che domina la scena.
E' l'ennesima foto della mostra che prima cattura l'attenzione per le sue dimensioni, il suo colore e la bellezza dell'immagine e poi fa riflettere sul suo significato. Gursky respinge l'idea che il ruolo della fotografia sia cogliere l'attimo che fugge. “Le mie foto fermano il tempo e lo allungano fino all'eternità”, ha detto, e il suo obiettivo di artista è compilare “l'enciclopedia della vita”.
Andreas Gursky
Fino al 22 aprile 2018
Hayward Gallery, Londra
www.southbankcentre.co.uk

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