Domenica

Il viaggio di Esmeralda dalla Colombia a Ponte di Legno

  • Abbonati
  • Accedi
LIBRI

Il viaggio di Esmeralda dalla Colombia a Ponte di Legno

Esmeralda è stata abbandonata all'età di dieci anni in un orfanotrofio di Bogotà con la sorellina Lorenza e scoprirà da grande che quello è stato l'ultimo gesto d'amore della sua giovane madre.
“La bambina di Bogotà”, di Federica Bosco (Ed. 13 LabEdition, 234 pagine, 2015) è un libro intenso, che si legge tutto d'un fiato, e che mette in luce alcuni dei sentimenti più intimi dei bambini; anche dei bambini che diventano adulti.

E' un libro sulla rinascita: Esmeralda e la sorellina rinascono a una nuova vita quando vengono adottate da una coppia di genitori italiani che le porteranno a vivere a Ponte di Legno, in Lombardia, dopo un'infanzia difficile, trascorsa nella periferia di Bogotà, dentro la vita disordinata di una mamma giovanissima, spogliarellista e poi prostituta.

Rinascono con l'adozione anche Andrea e Roberta, che dopo due gravidanze andate male, decidono di crearsi una famiglia donando un futuro alle due sorelle colombiane, contro il parere di alcuni familiari. Il percorso della nuova famiglia non è in discesa. A parte le difficoltà di Esmeralda, legate all'inserimento nel nuovo ambiente, dove anche il colore ambrato della sua pelle e la sua bellezza latina creano un solco tra lei e il resto della comunità, l'ingresso delle bambine mette in crisi anche la coppia, facendo emergere alcuni nodi inesplorati della personalità di Andrea.

La bambina di Bogotà trova comunque la sua strada e racconta ogni passo del suo cammino verso l'età adulta al diario “Axel”, che la madre naturale le aveva regalato prima di sparire per sempre. Scopre l'amore e le delusioni che può portare, diventa madre a sua volta e questo la porta a voler chiudere il cerchio, ritornando alle origini. Così, prima di intraprendere una nuova vita con il futuro marito e con la sua bambina, ritorna a Bogotà alla ricerca della madre e trova la risposta alle sue tante domande sul passato.

“La bambina di Bogotà” è un libro che compensa una scrittura semplice con una grande profondità emotiva, spingendo anche il lettore a mettersi a nudo davanti alle sue emozioni.

© Riproduzione riservata