Domenica

Liam Gallagher, l’eterno ritorno del Brit pop

  • Abbonati
  • Accedi
musica dal vivo

Liam Gallagher, l’eterno ritorno del Brit pop

Liam Gallagher  - Afp
Liam Gallagher - Afp

Quante vite può avere un musicista? Non c’è una sola risposta possibile a questa domanda, ma la più plausibile di tutte le risposte possibili ve la immaginate già: dipende dal musicista. Prendete Liam Gallagher, per esempio.
È stato la voce degli Oasis, band di punta del fenomeno Brit pop quando esplose, ossia nei pieni anni Novanta. Poi se n’è andato rovesciando il tavolo, ennesimo atto della telenovela di amore e odio che lo vedeva co-protagonista insieme con il «fratello-coltello» Noel, chitarrista e autore principale del corpus oasisiano. Dalle ceneri degli Oasis, riunendo i suoi fedelissimi, Liam ha fondato i Beady Eye, spin off dichiaratamente beatlesiano della band di cui aveva fatto parte fino a qualche giorno prima, due dischi senza troppo pathos nel curriculum, una parentesi e niente più.

Poi è tornato Liam Gallagher. Ed è tornato da solo: a ottobre dell’anno scorso ha pubblicato As you were, primo album solista di una carriera degna delle più spericolate montagne russe. Un album lennoniano molto bello, degno delle migliori cose che ha fatto, dai tempi in cui era il cantante della band più corteggiata del pianeta. Terza vita artistica e professionale per lui, spesa sempre sul filo della provocazione con fratello Noel che, nel frattempo, ha dato alle stampe Who Built the Moon?, terzo capitolo discografico dei suoi High Flying Birds. Chi volesse testare la tenuta live di As you were, ha adesso due occasioni. Ammesso che abbia comprato il biglietto, perché parliamo di due concerti già finiti soldout: lunedì 26 febbraio l’appuntamento è al Fabrique di Milano, martedì 27 al Gran Teatro Geox di Padova. Soddisfazione garantita.

© Riproduzione riservata