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Festival del cinema

Festival di Berlino, identità in crisi nel suggestivo film polacco «Mug»

Ultimi film in concorso al Festival di Berlino 2018: oggi sono state presentate le due pellicole di chiusura della competizione tedesca, «Mug» di Malgorzata Szumowska e «In the Aisles» di Thomas Stuber. Il più interessante è il primo, un film polacco che ragiona su tematiche particolarmente delicate e conferma il talento visivo della sua autrice.

Protagonista è Jacek, un ragazzo che ama l'heavy metal e la sua fidanzata Dagmara. Jacek sta lavorando nel cantiere dove è in costruzione la statua di Cristo più alta del mondo: mentre si trova su un'impalcatura cade improvvisamente e rimarrà gravemente sfigurato. Sarà il primo cittadino polacco che si sottoporrà a un trapianto facciale. Vincitrice dell'Orso d'argento per la miglior regia nel 2015, Malgorzata Szumowska torna in concorso a Berlino con un film che unisce le ossessioni che avevano attraversato i suoi film precedenti: dal tema del corpo (protagonista di «Body» del 2015) a quello religioso (al centro di «In the Name Of…» del 2013), sui quali la regista di Cracovia costruisce una pellicola complessa e sarcastica, che mette alla berlina la moderna società polacca.

Una scena del film «Mug»

Si ironizza sui mass-media, sulla mercificazione e persino sulla gigantesca statua di Cristo, la cui realizzazione è stata completata nel 2010, come simbolo di un paese che ripone la propria fede in monumenti di pietra. Gli spunti sono particolarmente delicati e a volte la sceneggiatura finisce sopra le righe, ma molte riflessioni sono pregnanti e l'apparato visivo decisamente suggestivo.

Szumowska gioca efficacemente col fuoco dell'immagine, sfumando i contorni e deformando le inquadrature, così da rendere ancora più esplicito il riferimento all'identità in crisi di cui parla la pellicola, tanto nella figura del protagonista costretto a cambiare volto, quanto nell'intera società che il film descrive.
Il risultato è un film imperfetto, ma da vedere, ricco di argomenti degni di essere trattati. Niente male anche la prova dell'attore principale Mateusz Kosciukiewicz.

Una menzione positiva va anche a Franz Rogowski, protagonista del film tedesco «In the Aisles» di Thomas Stuber. L'attore, che qui a Berlino abbiamo visto anche nell'ottimo «Transit» di Christian Petzold, interpreta Christian, un ragazzo che inizia a lavorare come addetto al muletto di un supermercato. Qui conoscerà nuove persone e finirà per innamorarsi di una collega.

Aperto da un curioso incipit in cui si mostrano i corridoi deserti del supermercato, «In the Aisles» è un prodotto abbastanza originale, capace di dare vita a un personaggio interessante che farà diventare il suo nuovo lavoro una sorta di microcosmo della sua intera esistenza. In diversi momenti il film emoziona e diverte, ma alla lunga si sente troppo il peso di una durata eccessiva e di alcuni passaggi ridondanti.

Resta un lungometraggio anticonvenzionale, a cui sarebbe servita una maggior cura nel copione e in un montaggio che a volte presenta qualche evidente calo di ritmo.

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