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Oscar, premio per la sceneggiatura non originale a «Chiamami col tuo…

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trionfa «la forma dell’acqua». tutti i vincitori

Oscar, premio per la sceneggiatura non originale a «Chiamami col tuo nome»

Guillermo del Toro e Sally Hawkins ricevono l’Oscar: miglior film a  “La forma dell’acqua” (REUTERS/Lucas Jackson)
Guillermo del Toro e Sally Hawkins ricevono l’Oscar: miglior film a “La forma dell’acqua” (REUTERS/Lucas Jackson)

La forma dell’acqua è il trionfatore della 90esima edizione degli Oscar. L’ultima pellicola di Guillermo del Toro si è aggiudicata la statuetta per il miglior film e altri tre riconoscimenti: miglior regista, miglior scenografia e miglior colonna sonora.
Questa volta Warren Beatty e Faye Dunaway non hanno avuto complicazioni nel decretare il vincitore (ricorderete la gaffe dello scorso anno, quando venne inizialmente annunciato La La Land, mentre il premio era per Moonlight) e il team de La forma dell’acqua è salito sul palco per ritirare la prestigiosa statuetta.

Messico, ultima «frontiera»

Dopo il Leone d’oro alla Mostra di Venezia e numerosi altri successi, è l’ennesima vittoria per quest’opera emozionante che racconta un’inusuale storia d’amore dal sapore fantasy (protagonisti sono una donna delle pulizie e una misteriosa creatura proveniente dall’Amazzonia) ambientata ai tempi della Guerra Fredda.
Del Toro, inoltre, ha alzato l’Oscar per la miglior regia ed è la quarta volta negli ultimi cinque anni che il premio va a un regista messicano, dopo Alfonso Cuarón per Gravity nel 2014 e Alejandro González Iñarritu per Birdman nel 2015 e Revenant – Redivivo nel 2016.

Guadagnino deve accontentarsi
Niente da fare nelle due categorie principali per Luca Guadagnino e il suo Chiamami col tuo nome, ma il film del regista italiano ha meritato l’ambita statuetta per la miglior sceneggiatura non originale, alzata dal grande James Ivory, l’autore dello script. Ivory, che quest’anno compirà novant’anni e che in carriera ha diretto film come Camera con vista e Quel che resta del giorno, si è presentato alla cerimonia con una curiosa camicia con disegnato il volto di Timothée Chalamet, il protagonista di Chiamami col tuo nome.
La statuetta per la miglior sceneggiatura originale, invece, è andata al sorprendente Scappa – Get Out di Jordan Peele.

Exploit di Gary Oldman
Nella categoria del miglior attore protagonista ha trionfato Gary Oldman, eccezionale ne L’ora più buia di Joe Wright in cui veste i panni di Winston Churchill, ma altrettanto brava è stata Frances McDormand, meritatamente premiata come miglior attrice protagonista per Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

Come da pronostici, inoltre, la statuetta per la miglior attrice non protagonista è andata a Allison Janney per Tonya, mentre quella per il miglior attore non protagonista a Sam Rockwell per Tre manifesti a Ebbing, Missouri.
Praticamente scontato il successo di Coco della Pixar come miglior lungometraggio d’animazione, ma il film ha sorprendentemente ottenuto anche l’Oscar per la miglior canzone originale per la toccante Remember Me. Il miglior corto d’animazione è Dear Basketball, realizzato dal celebre animatore Glen Keane insieme all’ex campione Nba dei Los Angeles Lakers Kobe Bryant che è apparso visibilmente emozionato nel ricevere la prestigiosa statuetta.

Il miglior documentario è Icarus di Bryan Fogel e Dan Cogan che ha avuto la meglio su Visages, Villages di Agnès Varda. Il miglior corto documentario Heaven Is a Traffic Jam on the 405 di Frank Stiefel e il miglior cortometraggio The Silent Child di Chris Overton e Rachel Shenton.

Tra i film stranieri, invece, il cileno Una donna fantastica di Sebastian Lelio ha superato il testa a testa con lo svedese The Square di Ruben Östlund.
Ben tre Oscar li ha portati meritatamente a casa Dunkirk di Christopher Nolan, grande film di guerra che si è aggiudicato le statuette per il miglior sonoro, il miglior montaggio e il miglior montaggio sonoro.

Da segnalare inoltre che l’Oscar per il miglior trucco è stato assegnato a L’ora più buia di Joe Wright, quello per i migliori costumi al magnifico Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson e quello per i migliori effetti speciali a Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve. Menzione a parte per Roger Deakins, uno dei più importanti direttori della fotografia in attività, che proprio grazie a Blade Runner 2049 ha ricevuto il primo, meritatissimo Oscar della sua carriera dopo ben 13 nomination andate a vuoto.

Il classico momento «In memoriam», nel quale vengono ricordate le celebrità scomparse durante l’anno, è apparso insolitamente breve e stringato, per quanto valorizzato dalla inconfondibile voce di Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam che ha accompagnato il video celebrativo.

L’Oscar del #MeToo
E ce n’è stato anche per il caso che quest’anno ha travolto Hollywood. Il conduttore Jimmy Kimmel non ha infatti rinunciato a ironizzare su Harvey Weinsten (questa era la prima cerimonia degli Oscar dopo lo scandalo delle molestie sessuali), oltre che sulla gaffe finale dello scorso anno, fin dalle primissime battute di una serata che si è aperta con una suggestiva clip in bianco e nero dal sapore vintage ed è proseguita con tanti riferimenti al tema delle discriminazioni e alla solidarietà verso le donne: in particolare, da segnalare il momento in cui le attrici Ashley Judd, Annabella Sciorra e Salma Hayek (tre delle tante donne che hanno accusato Weinstein) sono salite sul palco per presentare un video dedicato al tema del rispetto e dell’uguaglianza, oltre che per lanciare un importante messaggio di come un reale cambiamento in questo senso sia finalmente possibile. Anche il movimento #Metoo, insomma, ha avuto il suo red carpet.

Ecco tutti i premi assegnati:

Miglior film, La forma dell’acqua di Guillermo del Toro.
Miglior regia, Guillermo del Toro per La forma dell’acqua.
Miglior sceneggiatura non originale per Chiamami col tuo nome a James Ivory, per il film di Luca Guadagnino.
Miglior attore protagonista è Gary Oldman per L’ora più buia.
Miglior attrice
protgonista a Frances McDormand per Tre manifesti a Ebbing, Missouri.
Miglior attore non protagonista a Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri.
Miglior attrice non protagonista a Allison Janney per Io, Tonya.
Miglior film straniero al cileno A Fantastic Woman.
Miglior trucco a Kazuhiro Tsuji, David Malinowski e Lucy Sibbick per L’ora più buia.
Migliori costumi a Mark Bridges per Il filo nascosto.
Miglior documentario a Icarus di Bryan Fogel e Dan Cogan.
Miglior sonoro a Richard King e Alex Gibson per Dunkirk.
Miglior montaggio sonoro a Mark Weingarten, Gregg Landaker, Gary A. Rizzo per Dunkirk.
Migliore scenografia a Paul D. Austerberry, Jeffrey A. Melvin e Shane Vieau per La forma dell’acqua.
Miglior film di animazione a Coco di Lee Unkrich e Darla K. Anderson.
Migliori effetti speciali a a John Nelson, Paul Lambert, Richard
R. Hoover e Gerd Nefzer per Blade Runner 2049.
Miglior montaggio a Lee Smith per Dunkirk.
Miglior cortometraggio documentario a Heaven is a Traffic Jam on the 405 di Frank Stiefel.
Miglior cortometraggio a The Silent Child di Chris Overton e Rachel Shenton.
Miglior cortometraggio animato a Dear Basketball di Glenn Keane e Kobe Bryant.
Miglior sceneggiatura originale a Jordan Peele per Get Out.
Miglior fotografia a Roger Deakins per Blade Runner 2049.
Miglior colonna sonora originale ad Alexandre Desplat per La forma dell’acqua.
Miglior canzone a Remember me di Kristen Anderson-Lopez, Robert Lopez in Coco.

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