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Bruce Willis è il nuovo «giustiziere della notte» per Eli Roth

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Bruce Willis è il nuovo «giustiziere della notte» per Eli Roth

Bruce Willis in «Il giustiziere della notte» di Eli Roth
Bruce Willis in «Il giustiziere della notte» di Eli Roth

Gli appassionati del cinema d'azione degli anni '70 non possono certo essersi dimenticati de «Il giustiziere della notte», cult-movie di Michael Winner con Charles Bronson che ha dato il via a una vera e propria saga. In questo weekend esce nelle nostre sale un atteso remake dal titolo omonimo, per la regia di Eli Roth e con protagonista Bruce Willis.

L'attore interpreta Paul Kersey (stesso nome dei personaggio interpretato da Bronson), un medico dal carattere tranquillo che si trasforma in uno spietato giustiziere dopo che un gruppo di banditi ha assalito sua figlia e sua moglie nella loro abitazione.

Noto per aver diretto diversi horror come «Hostel» e «The Green Inferno», Eli Roth si dedica in questo caso a un revenge-movie che omaggia un certo cinema d'azione che si vede sempre meno sul grande schermo. Non a caso il protagonista è Bruce Willis, star del cinema action degli anni '80 e '90, ancora perfettamente in grado di essere credibile in un ruolo di questo tipo.

Certo, la sceneggiatura è grossolana e il film non è un granché, ma i fan del genere potranno accontentarsi di qualche passaggio concitato al punto giusto e di un ritmo che si mantiene discreto per l'intera durata. Tra le differenze tra questo remake e il film originale, spiccano la professione del protagonista (un architetto nella pellicola del 1974) e la differente ambientazione (New York per Winner, Chicago per Roth).

Da segnalare che Eli Roth ha un altro lungometraggio in uscita nel 2018: si tratta di un fantasy horror, intitolato «The House With a Clock in Its Walls», con protagonista Cate Blanchett.

Toni molto diversi sono quelli del leggero «Ricomincio da noi» di Richard Loncraine. Al centro c'è Sandra, una donna di mezz'età, che scappa di casa dopo aver scoperto che suo marito la tradisce. Si rifugerà dalla sorella Bif, donna molto diversa da lei che le insegnerà come potersi godere al meglio la vita. Scelto come film d'apertura del Torino Film Festival 2017, «Ricomincio da noi» è una pellicola garbata, in perfetto stile british, che si concentra sui sentimenti di un personaggio maturo, che ha vissuto tutta la vita all'ombra del marito e ora è alla ricerca di libertà e indipendenza. Troverà nuova linfa vitale nel ballo e scoprirà quali sono i reali valori su cui contare.

Sono tematiche importanti quelle al centro di questo film dai buoni sentimenti, che risulta però troppo prevedibile e capace di emozionare solo in rari passaggi. La trama sa un po' di già visto (può venire in mente l'ottimo «Blue Jasmine» di Woody Allen, anche se l'età della protagonista femminile era inferiore) e la parte conclusiva è piuttosto debole e meno incisiva di quella iniziale. Rimangono, a ogni modo, le buone prove del cast, in cui svetta la protagonista Imelda Staunton, ma non sono da meno Timothy Spall e Celia Imrie.

«Ricomincio da noi», di Richard Loncraine

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