Domenica

Nella scelta di un libro conta più il passaparola che la televisione

  • Abbonati
  • Accedi
la ricerca presentata a «Tempo di Libri»

Nella scelta di un libro conta più il passaparola che la televisione

Può essere la curiosità per una copertina accattivante o il suggerimento di una amico. Una buona segnalazione o al contrario una stroncatura. Cosa cioè spinge i lettori a scegliere e ad acquistare un libro? La risposta nell’ indagine realizzata dall'Osservatorio dell'Associazione Italiana Editori (AIE) - in collaborazione con Pepe Research- sui consumi culturali presentato oggi a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell'Editoria. Scopriamo così che un libro si sceglie innanzitutto per l'interesse per l'argomento: risponde così il 65% dei campione di 14-75enni intervistati, rappresentativi della popolazione nazionale. Un altro 35% indica nell'interesse (e nella fedeltà) al nome dell'autore le ragioni della scelta, quasi come un brand di garanzia della qualità di ciò che si compra. Seguono il consiglio di amici/parenti (26% dei casi), i social (10%), e solo dopo il consiglio del libraio (6%), di bibliotecari/insegnanti (6% delle risposte) e della community (6%).

Quest’ultimo dato è particolarmente interessante perché spiega come in sintesi in un caso su due a veicolare la scelta dei lettori è il passaparola a cui rimanda il 43% delle risposte. «A sorpresa, - si legge - i consigli e le indicazioni che provengono da momenti relazionali (personali o via Internet) valgono, nell'insieme, più delle tradizionali leve di marketing, che raggiungono complessivamente quota 40 per cento.

Nel dettaglio vediamo che la segnalazione o l'intervista dell'autore viene indicata dal 13% degli intervistati come motivo che li ha portati a scegliere di comprare e leggere proprio quel libro; l'esposizione in libreria dal 13%, lo sconto dal 12%. Conta poco l’aver ascoltato l'autore in un evento o in libreria dal 5%. E vale sempre meno il passaggio in televisione che influisce nella scelta del libro solo per il 9 per cento.

La ricerca ridimensiona anche la percezione che l’ecommerce abbia superato i canali di vendita più tradizionali, visto che otto italiani su dieci continuano a scegliere la libreria: il 76%. Soprattutto le librerie di catena nelle grandi città (55%) o quelle situate nelle gallerie dei centri commerciali (23%).

«Quello che si delinea dalla ricerca – ha detto il responsabile dell'Ufficio studi Aie, Gianni Peresson – è un lettore che sta rapidamente cambiando nei suoi comportamenti relativi al modo di informarsi e poi comprare. Questo è evidente nel binomio “passaparola” reale e ricorso a informazioni e consigli che passano attraverso social, e community. Non si escludono a vicenda, ma sembrano convivere uno accanto all'altro. In ogni caso è il ricorso a una pluralità di fonti e di canali di informazione che dobbiamo cercare di tutelare e sviluppare».

Tempo di Libri, a Milano tanti ragazzi e voglia di lettura

Intanto, in attesa della chiusura, si avvicina il momento dei bilanci. In attesa dei numeri definitivi su visitatori e biglietti staccati. Una prima indicazione arriva dai dati sulla partecipazione degli editori stranieri: oltre 500 i partecipanti, da 32 Paesi – Albania, Algeria, Australia, Cina, Costa Rica, Danimarca, Egitto, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Grecia, Haiti, Indonesia, Italia, Libano, Monaco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Serbia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia, Ucraina, Ungheria – e più di 6.500 gli appuntamenti gestiti dalla piattaforma multilingue di matchmaking b.square. Agente fitti dunque per i 170 operatori stranieri e gli oltre 330 italiani che hanno partecipato al Milan International Rights Center (MIRC). Novità importante di quest'anno è stata poi la partecipazione al MIRC dei giovani editor e rights manager del Frankfurt-Milan Fellowship: il nuovo progetto di Tempo di Libri nato dagli stretti rapporti tra l'Associazione Italiana Editori e la Buchmesse. Una delegazione di operatori stranieri è arrivata a Milano nei due giorni precedenti l'inizio di Tempo di Libri per incontrare e conoscere meglio alcune case editrici e librai.

Senza ancora l’ufficilità delle cifre il clima che si respira tra gli stand è positivo, sia per quanto riguarda l’affluenza e la partecipazione agli eventi (molti sold out) che, in qualche caso, le vendite: per editori come Feltrinelli, Nave di Teseo , Marsilio e NN Editori, il 25% in più rispetto al 2017. Le stime indicano quindi 100mila presenze contro le 60.796 dell’anno scorso. Bene la partecipazione delle delle scuole: 16mila ragazzi coinvolti.

Tanto basta a far dire al presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi, che «nel 2019, in questi giorni, non abbiamo ancora la data esatta, ci sarà la prossima edizione della fiera internazionale dell'editoria di Milano e il direttore sarà sempre Andrea Kerbaker».

Kerbaker che ha spiegato come dato che «l'impostazione del programma ha funzionato» anche nel 2019 «a ogni giornata sarà dedicato un tema. La scelta degli argomenti la abbiamo condivisa con gli editori».

«Milano - ha proseguito Levi - ha parlato, ha detto la sua. Abbiamo fatto una fiera, 'Tempo di Libri' non è un'opinione, è un fatto. Basta guardarsi intorno. Siamo molto soddisfatti, è una festa riuscita. Ci ha portato fortuna l'inaugurazione nella giornata delle donne. Il nastro tagliato da una bambina è una delle più belle immagini che mi porto dentro. La data della prossima edizione vorrei che includesse la giornata della donna». Archiviata per ora l'ipotesi dell'alternanza delle fiere Milano-Torino: «Con Massimo Bray (presidente della Cabina Regia del Salone del Libro, ndr) ci siamo detti, ci vediamo dopo Torino», ha detto Levi.


© Riproduzione riservata